Mondiali di calcio 2010 : a voi l’Africa, il nuovo ombelico del mondo
Soccer City, la città del calcio. Si chiama così lo stadio che ha dato il via ai Mondiali di Calcio 2010. Ma l’impressione, vedendo le immagini dalla capitale sudafricana, era di trovarsi in qualcosa di più di un campo da calcio. Pieno di colori, soprattutto quelli della bandiera sudafricana, e di suoni, quello delle vuvuzelas, questo stadio nel sobborgo di Johannesburg è stato per un’ora il centro del mondo. Non solo uomini e donne delle trentadue nazioni partecipanti, ma l’intero pianeta non ha potuto rinunciare al kick off, il calcio d’inizio, di quello che in molti definiscono come il Mondiale che farà storia.
Molto più di un gioco, molto più di una competizione. Lo sport diventa anche in questa occasione ambasciatore di messaggi importanti: a ventanni dalla fine dell’apartheid, il Sud Africa è il simbolo dell’Africa che vuole sentirsi parte di questo mondo e non più “il continente dimenticato”. Lo sanno gli organizzatori, lo sanno gli africani, lo sanno i tifosi di calcio: in una manifestazione in perfetto stile olimpionico, si comincia in ricordo di chi ha sperato, voluto, lavorato per questo giorno, quel Nelson Mandela simbolo dell’Africa che rinasce ed è sempre più vicina al mondo. “Welcoming the world home” è lo slogan scelto dagli organizzatori per ricordare che è qui la culla della nostra umanità e che il giorno che avrebbe riportato il mondo alle sue origini non poteva non arrivare. Presto.
Tra canti e balli che richiamano all’idea di “rainbow nation“, la nazione arcobaleno, la manifestazione cominciata con i jet dell’aviazione africana sopra i cieli di Johannesburg è proseguita con la presentazione, prima di tutto, dei sei paesi che giocheranno la fase finale del campionato mondiale. Un trattamento d’onore con lo scopo di far formare un Baobab, albero sacro africana che rimanda alla fratellanza e al rispetto reciproco.
Trentadue squadre hanno avuto accesso alla fase finale, dopo decine e decine di gare giocate in tutti gli angoli del mondo: le bandiere di ogni nazione hanno coperto il terreno dello stadio, mentre cominciava il countdown per l’inizio della prima partita. Ballerini vestiti di bianco hanno creato e scandito i nomi delle nazioni partecipanti e del logo di South Africa 2010.
Una cerimonia impeccabile, perfetta, emozionante che ha unito, per quaranta minuti, milioni di persone in tutto il mondo prima che il fischio d’inizio della prima partita del Mondiale lasciasse spazio alla carica agonistica e alla rivalità tipica di una partita di calcio.
di Serena Perfetto

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