“Quit Facebook Day”: il boicottaggio di Facebook fa flop, ma il sito cambia le regole sulla privacy


facebookEvidentemente senza Facebook non si può stare, almeno a quanto risulta dal fallimento del “Quit Facebook Day”. L’iniziativa, lanciata sull’omonimo sito internet lo scorso 31 maggio da due ragazzi canadesi, invitava gli utenti del social network a cancellare in massa i propri account per protestare contro le troppo permissive regole sulla privacy adottate dal sito.

A fronte di ottimistiche previsioni, che a detta dei promotori dell’iniziativa avrebbero visto oltre il 60% degli utenti di Facebook pronti a cancellarsi, le adesioni reali sono state però solo 33.912 (a fronte di circa 540 milioni di persone iscritte al network).

Le ragioni di tale fallimento si fondano in parte su una scarsa conoscenza dell’evento (molti neanche ne conoscevano l’esistenza), ma probabilmente in larga parte sono dovute ad una sostanziale indifferenza degli utenti di Facebook riguardo la tematica della privacy, messa in secondo piano rispetto al desiderio di utilizzare le potenzialità della rete.

Il Quit facebook day invitava in particolare tutti gli utenti ad iscriversi all’omonimo sito e a richiedere una mail con le istruzioni per effettuare la cancellazione da Facebook (procedura necessaria per assicurarsi che tutti i dati vengano effettivamente rimossi). In particolare, a detta dei promotori, i problemi principali di Facebook riguardano: uno scarso rispetto della riservatezza sui dati personali, la presunta fruibilità da parte di tutti in qualsiasi momento dei file caricati (foto, video, commenti ecc.), e il consenso ai motori di ricerca per l’accesso alle informazioni personali (nome, cognome ecc). Altri aspetti di rilievo sarebbero quello secondo cui Facebook può memorizzare i dati relativi a pagamenti effettuati sul sito (art. 2 privacy policy), e soprattutto il fatto che, anche dopo l’eventuale cancellazione dell’account, tutti i file e informazioni resterebbero in possesso degli amministratori, senza la certezza che dopo 90 giorni vengano cancellati.

L’iniziativa, in apparenza dall’aspetto simile a molte altre goliardiche che ruotano attorno a Facebook, tocca però un argomento importante, che gli stessi gestori del sito sono dovuti intervenire più volte a regolamentare: quello del diritto alla riservatezza dei dati personali.

In effetti il tema della privacy, solitamente considerato della massima importanza e altrove tutelato con regole a volte stringenti, non sembra preoccupare molto alcuni utenti di Facebook, che ogni giorno caricano sul sito video e foto personali (per un totale di 570 miliardi di pagine), e più nello specifico, attraverso la modalità di utilizzo dello stesso, rivelano a tutti aspetti importanti della propria personalità.

I gestori del social network, dopo essere intervenuti una prima volta per cambiare le condizioni di utilizzo, attirandosi molte critiche riguardo alla sicurezza dei dati degli utenti, hanno di nuovo modificato le regole qualche giorno fa, stavolta raccogliendo pareri più favorevoli.

Le principali novità sono costituite un’unica griglia di controllo che permetterà agli utenti di rendere i loro contenuti accessibili, a scelta, solo agli amici, agli amici degli amici o a tutti, con un solo click.

Allo stesso modo sarà possibile limitare la possibilità di farsi individuare sul sito, e limitare coloro i quali possono inviare messaggi, richieste d’amicizia o vedere la lista degli amici. Le nuove disposizioni avranno effetto retroattivo, ma soprattutto contribuiranno a regolamentare un aspetto fondamentale molto spesso trascurato, e a rendere la navigazione più sicura…a patto che anche gli utenti più “distratti” si ricordino di guardare le loro impostazioni sulla privacy.

Simone Bartoli

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    “Quit Facebook Day”: il boicottaggio di Facebook fa flop, ma il sito cabia le regole sulla privacy…

    Evidentemente senza Facebook non si può stare, almeno a quanto risulta dal fallimento del “Quit Facebook Day”. L’iniziativa, lanciata sull’omonimo sito internet lo scorso 31 maggio da due ragazzi canadesi, invitava gli utenti del social network a cance…



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