Avanguardie artistiche dal mondo in festival a Spoleto
Torna il prestigioso appuntamento con il Festival dei Due Mondi, nella suggestiva cornice della città di Spoleto, nelle cui piazze e teatri si alterneranno per 17 giorni spettacoli di indiscusso livello artistico. Giunta alla 53esima edizione, la manifestazione si svolgerà dal 18 giugno al 4 luglio, offrendo un cartellone denso di iniziative che spaziano dal teatro giapponese, alle contaminazioni tra cinema e psicoanalisi, al balletto, ai temi di attualità come lo spettacolo tratto dal libro di Pietro Grasso “Per non morire di mafia”.
Una kermesse che è ormai un’istituzione, a cui va il merito di comporre ogni anno il mosaico delle avanguardie artistiche di respiro internazionale, per quanto nelle intenzioni dei padri fondatori i “due mondi” da far incontrare erano i due universi sulle scene europee e statunitensi. Oggi i curatori della rassegna spoletina guardano anche all’Oriente, consacrando la serata inaugurale del 18 giugno all’opera in due atti “Gogo no eiko” (Il sapore della gloria), tratta dall’omonimo romanzo di Yukio Mishima e interpretata in giapponese con le musiche Hans Werner Henze, per la regia di Giorgio Ferrara, direttore artistico del festival dal 2007.
Con alle spalle oltre mezzo secolo di esperienza, il festival di Spoleto ha visto sui suoi palchi nascere nuovi artistici, come la musica folk, non senza episodi “rivoluzionari” come nell’edizione del 1964, e se negli ultimi anni ha sofferto la blanda concorrenza di altre manifestazioni artistiche analoghe sul territorio nazionale, questa volta promette di tornare a sorprendere, con nomi di grande rilievo come quello di John Malkovic – per la prima volta in Italia – Diego Matheuz, Fanny Ardant e tanti giovani che si sono fatti notare per le sperimentazioni più innovative in campo performativo.
Sperimentazione è la parola d’ordine anche per la trilogia teatrale firmata da Alan Ayckbourn, grande maestro della comicità made in England, in scena nel chiostro di San Nicolò. Rappresentata per la prima volta nel 2008 all’Old Vic di Londra con Kevin Spacey, “Le conquiste di Norman” lascia allo spettatore il piacere/onere di seguire un percorso personale nell’ordine dei tre episodi, o se preferisce, di assistere ad uno solo di essi, senza che per questo sia messa in discussione la comprensione della vicenda. Se da un lato, infatti, ognuna delle tre commedie è autonoma e indipendente dalle altre, la caparbietà e la curiosità che spingeranno il pubblico ad assistere ai tre spettacoli scioglieranno il dubbio se il finale è unico per la trilogia, o se ogni episodio ha il suo.
Per concludere, la novità di quest’edizione è programmata per il 7 luglio, a margine della chiusura degli eventi. In quel giorno, infatti, ricorrebbe il novantanovesimo compleanno di Gian Carlo Menotti, il maestro compositore a cui si deve l’esistenza del Festival dei Due Mondi, scomparso nel 2007, alla cui memoria verrà intitolato ufficialmente il Teatro Nuovo.
Irenella Sardone

Author: Redazione Magazine (625 Articles)