Scandalo pedofilia nella Chiesa belga : perquisizioni ed indagini per i vescovi di Mechelen
Sembra proprio una frattura insanabile quella che in questi mesi si è aperta all’interno della Chiesa cattolica, divisa tra la difesa dei propri uomini e delle proprie istituzioni e la condanna tardiva degli ormai numerosi casi di pedofilia che coinvolgono cardinali e uomini di fede. Al centro di una pesante bufera di accuse partite dalle pagine del New York Times, il Vaticano si trova oggi a dover fronteggiare una guerra senza quartiere, con inchieste e denunce provenienti da tutto il mondo; Polonia, America latina, Irlanda, Germania, Austria ed Italia, sono oggi teatro di uno scandalo inaudito che nasce dalla rottura del silenzio.
Associazioni di vittime della pedofilia, ong e gruppi di cittadini, forse incoraggiati dalla denuncia newyorkese, hanno deciso infatti di squarciare il velo soffocante dell’indifferenza vaticana portando avanti una battaglia coraggiosa contro la sistematica copertura dei crimini contro l’infanzia.
Una campagna rumorosa sostenuta in diverso modo dai governi e dalle istituzioni politiche dei paesi coinvolti che spesso rimangono colpevolmente in disparte, creando una curiosa riflessione sulla reale antropologia di vescovi e prelati; all’apparenza uomini come tutti gli atri ma diversi nel giudizio e nella punizione dei loro reati – etici o giuridici che siano – solo per la porpora che indossano.
Non tutti i governi però assistono impassibili all’ingegnosa macchina di coperture e mistificazioni messa in moto da Santa Romana, e decidono di mettere in atto una tra le eresie più gravi di sempre : giudicare gli uomini di chiesa per quello che sono ovvero uomini, cittadini comuni. Cittadini che come gli altri possono sbagliare, commettere reati ed abusare di bambini come qualsiasi altro pedofilo, e che proprio per questo meritano di essere giudicati in tribunali civili dalla magistratura ordinaria.
E’ questo il caso del Belgio, in questi giorni al centro di una furiosa polemica nata dalle pagine dell’Avvenire, dove le forze dell’ordine su mandato dei giudici hanno perquisito la sede dell’arcivescovado di Mechelen e dissotterrato le tombe dei cardinali Jozef-Ernest Van Roey e Le’on-Joseph Suenens, defunti arcivescovi di Malines-Bruxelles. L’ Operazione Chiesa, che coinvolge il cuore della chiesa cattolica belga, è legata a un’inchiesta per pedofilia che vede coinvolti numerosi religiosi.
Gli inquirenti hanno perquisito anche l’abitazione del cardinale Godfried Danneels, ex primate del Belgio, ed interrogato a lungo alcuni vescovi. Secondo il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone , le indagini della magistratura costituirebbero “un sequestro, un fatto inaudito e grave”. “ Non ci sono precedenti – continua il cardinale – nemmeno nei regimi comunisti di antica esperienza […] E’ un fatto inaudito. Al di là della condanna della pedofilia l’irruzione e il sequestro dei vescovi per nove ore, senza bere e senza mangiare”.
Non il regolare svolgimento di un’indagine, ma un crimine contro l’umanità insomma; l’aver compiuto accertamenti e perquisizioni che in altri casi apparirebbero normale amministrazione, secondo l’opinione del cardinal Bertone, sarebbe dunque un abuso di potere da parte del potere politico sul potere religioso, uno scontro tra civitas dei e civitas diaboli che tanto ricorda la retorica agostiniana, senza per questo voler sminuire o ridicolizzare l’apporto del filosofo cristiano allo sviluppo della dottrina politica.
In realtà infatti l’operazione non sarebbe altro che una normale ricerca di prove : “Con un dossier recente, la procura è stata informata delle accuse che denunciano abusi su minori commessi da alcuni esponenti della chiesa”, ha spiegato il portavoce della procura di Bruxelles, Meilleur che ha concluso affermando : “Gli investigatori sono alla ricerca di documenti e di qualsiasi altra forma di prova, che potrebbero confermare dichiarazioni raccolte dalla procura”.

Author: Mattia (67 Articles)