Religione e tecnologia, un matrimonio molto particolare
Scienza e fede. Due campi diversi, per secoli in conflitto fra loro ma ora, eventualmente compatibili. Il clero, infatti, ha deciso di usare la tecnologia per essere “al passo con i tempi” e migliorare o creare il rapporto con le persone.
La tecnologia può essere un valido strumento nei dibattiti tra atei e credenti. Quando un credente spera di convertire un suo fratello, però non trova le motivazioni necessarie e complete, come può fare? Oppure, quando un ateo vuole far capire alla persona di fede che tutto quello in cui crede è “oppio per i popoli”, ma non lo smuove dalle sue convinzioni, quali idee lo possono soccorrere?
Sembra che l’iPhone sia la soluzione per ogni cosa. Negli Stati Uniti, va di moda un’applicazione che dà risposte e argomentazioni per fronteggiare la controparte della discussione. Un credente aggredito dai lupi o un ateo vacillante di fronte a tanta fede, possono trovare citazioni pre-confezionate salvifiche.
Non è finita qui. Anche l’iPad potrebbe avere una sua funzione religiosa. Il prete Paolo Padrini vorrebbe sostituire i breviari con la nuova tecnologia della Apple. Essa prenderebbe il posto di vecchi libri e libretti e invoglierebbe le giovani generazioni a recarsi in chiesa. Certo, gli anziani avrebbero qualche difficoltà, ma non è detto che l’iPad possa sviluppare anche le loro prestazioni.
Lo stesso don Padrini si è battuto un anno e mezzo fa per disporre di applicazioni-preghiere iPhone riservate ai sacerdoti.
I diverbi tra gli uomini di fede e gli uomini di scienza non avranno mai fine, forse. I nuovi mezzi tecnologici possono però facilitare il linguaggio e le conversazioni e condurre, perché no, a una maggiore comprensione.
di Viviana Lucca

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