Speciale Mondiali 2010. Tutte le giovani stelle della rassegna sudafricana
“Largo ai giovani”. Sembra essere uno dei tratti distintivi di questo primo mondiale in terra africana. E, visti i risultati, la scelta si sta rivelando decisamente azzeccata. Tra le squadre con l’età media più bassa, soltanto il Camerun è uscito nella fase a gironi. Al contrario, compagini anagraficamente vecchie, quali Italia e Francia, sono tornate a casa da tempo.
Abbiamo analizzato le rose di tutte le 32 nazioni partecipanti al campionato del mondo. Considerando “giovani” quei calciatori nati dopo il 1986, la selezione che ne è derivata – osservando i protagonisti all’opera – si direbbe una sorta di Dream Team.
Vediamo i dettagli e iniziamo, ovviamente, dai portieri. Il migliore, un po’ a sorpresa, è Neuer, 24enne estremo difensore tedesco. Appena dopo di lui, c’è sicuramente Lloris della Francia, classe ’86. Nel ruolo di terzo guardiano dei pali, l’argentino Romero (23 anni).
In difesa, sulla fascia destra, si sono messi in evidenza Van der Wiel (22 anni) dell’Olanda e Isla (22), jolly cileno dell’Udinese. A sinistra c’è il lusitano Fabio Coentrao (22), seguito da Jerome Boateng (21), che nella Germania ha fatto meglio del compagno Badstuber (21).
Al centro della retroguardia, i nomi più importanti sono quelli degli spagnoli Piquè (23) e Sergio Ramos (24). Un gradino più in basso troviamo i promettenti Kjaer (21 anni, centrale danese del Palermo) e Otamendi (22, Argentina). Senza dimenticare il nostro Bonucci (classe ’87), il serbo Subotic (21 anni) e il ghanese Jonathan Mensah (19). Tra l’altro, va detto che Ramos e Otamendi vengono spesso impiegati nel ruolo di terzino destro, con risultati proficui solo nel caso del difensore madridista.
Passando al centrocampo, gli esterni più bravi si sono dimostrati Di Maria (22) dell’Argentina, Silva (24) della Spagna, il ghanese Kwadwo Asamoah (21) e il cileno Sanchez (21), con questi ultimi entrambi tesserati per l’Udinese. Prestazioni sotto le aspettative, invece, per gli inglesi Lennon (23) e Milner (24), gli olandesi Elia (23) e Babel (23), il brasiliano Ramires (classe ’87, unico under 23 della selezione verdeoro).
Nella zona nevralgica del campo, tanti nomi. Tre su tutti: Ozil (21 anni) della Germania, Fabregas (23) della Spagna e la rivelazione Kevin Prince Boateng (23), possente mediano del Ghana, nonché fratello del tedesco Jerome. Altri validi interni di centrocampo sono: Guardado (23, Messico), Alexandre Song (22, Camerun), Bradley (22, Usa), Khedira (23, Germania), Kroos (20, Germania), Kacar (23, Serbia), Miguel Veloso (24, Portogallo), Busquets (21, Spagna) e Mati Fernandez (24, Cile). Sulla trequarti, a inventare per le punte, ecco l’argentino Pastore (21), il tedesco Marin (21), il greco Ninis (20), il giapponese Honda (24), lo svizzero Shaqiri (18).
Tra i giovani centrocampisti più deludenti, troviamo Gourcuff (23) della Francia, Hamsik (22) della Slovacchia e, purtroppo, l’azzurro Marchisio (24). Meglio di loro ha fatto, meritandosi una menzione speciale, il semisconosciuto sudcoreano Lee Chung Yong (22enne del Bolton), autore di due reti nella fase a gironi. Un altro centrocampista, poi, figura quale calciatore più giovane del mondiale: il danese Eriksen, classe 1992.
In attacco, a parte il “solito” Messi (23), i migliori sono stati Muller (20) della Germania e Suarez (23) dell’Uruguay. Ottime punte si sono dimostrati anche i gioiellini messicani Barrera (23), Hernandez (22) e Dos Santos (21); e ancora, l’argentino Higuain (22), lo statunitense Altidore (20), lo spagnolo Pedro (22), lo svizzero Derdiyock (22). Potevano sicuramente far meglio, invece, i vari Cavani (23, Uruguay), Aguero (22, Argentina), Bendtner (22, Danimarca), Mata (22, Spagna), Obinna (23, Nigeria). D’altra parte, lo stesso Messi è apparso più volte sottotono.
Infine riserviamo un po’ di onore a quei talenti in erba che il campionato del mondo lo hanno vissuto solo in panchina. Come lo sloveno Khrin, centrocampista (classe ’90) dell’Inter di cui si dice un gran bene. Possono ancora sperare di scendere in campo, invece, i difensori Tasci e Aogo, entrambi 23enni, nazionali tedeschi e uomini-mercato.
Su 736 calciatori presenti a Sudafrica 2010, più di 100 non superano i 24 anni di età. La nazionale italiana, oltre ai citati Bonucci e Marchisio, aveva tra le sue fila anche i genoani Bocchetti e Criscito, nati nel 1986. Uruguay, Spagna e soprattutto Germania – tre delle quattro semifinaliste – hanno potuto disporre di molti più giovani, quasi tutti di valore. I risultati le hanno premiate.
Che questo possa servire da lezione ai padroni del nostro malridotto movimento calcistico.
di Paolo Ceraldi

Author: Redazione Magazine (625 Articles)