Nuova P2, indagati anche Dell’Utri e Cosentino


p2L’inchiesta su quella che viene definita la nuova P2 sta sconvolgendo la sempre instabile politica italiana. Principale catalizzatore politico della manovra sarebbe il Pdl. Tra gli indagati Verdini, Dell’Utri e Cosentino.Il gip di Roma Di Donato, che sta seguendo l’inchiesta, è molto circostanziato circa le motivazioni dei rinvii a giudizio; si tratterebbe di “un’associazione caratterizzata dalla segretezza degli scopi dell’attività e della composizione che mira a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e degli apparati della pubblica amministrazione”.

L’obiettivo di questa associazione sarebbe quello di condizionare il funzionamento degli organi costituzionali. Per fare questo, la loggia si sarebbe servita di eminenti personalità tra i quali magistrati, imprenditori, giudici della consulta e politici.

Nel calderone c’è di tutto dallo scandalo dell’eolico in Sardegna fino al tentativo di condizionare i giudici della Corte costituzionale che dovevano pronunciarsi sul lodo Alfano.

Personaggio centrale dell’inchiesta è l’imprenditore e faccendiere Flavio Carboni, insieme a lui sono già finiti in manette con l’accusa di costituzione di loggia segreta, Pasquale Lombardi, giudice tributario ed ex politico prima Dc poi Forza Italia e un altro politico Arcangelo Martino. Quest’ultimo era già noto all’opinione pubblica sia perché è un politico della prima repubblica, quindi navigato; sia perché si era segnalato l’anno scorso come colui che avrebbe presentato il padre di Noemi Letizia a Berlusconi.

Tra le attività della cosiddetta “Loggia P3”, ci sarebbe il tentativo di condizionare i giudici della Consulta che dovevano esprimersi sulla costituzionalità del lodo Alfano; circostanza confermata dalle cene a casa Verdini e da alcune intercettazioni telefoniche.

Il coordinatore nazionale del Pdl è uno dei personaggi centrali della vicenda per ciò che riguarda la politica. Si legge dagli atti, “Verdini si pone, per la qualità e rilevanza del ruolo, per il suo ripetuto e diretto intervento in reciproco vincolo di solidarietà, per la condivisione d’interessi, come soggetto interno al sodalizio medesimo…. la rilevanza della funzione da lui svolta emerge dai ripetuti incontri organizzati presso la sua dimora di palazzo Pecci Blunt”.

Le prime mosse della loggia sarebbero datate settembre 2009 quando Lombardi inizia il lavoro di avvicinamento al presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli per tentare di condizionare il parere della Corte sul lodo Alfano. Qui cominciano le cene a palazzo Pecci Blunt, la dimora romana di Verdini. Alla prima vi partecipano, il padrone di casa, i tre finiti in arresto Carboni, Lombardi, Martino; Silvio Berlusconi; Arcibaldo Miller (capo degli ispettori del ministero); Antonio Martone (ex numero uno dell’Associazione magistrati e ora presidente della Commissione per la riforma Brunetta); Giacomo Caliendo (ex procuratore generale della Cassazione).

Un altro ambito in cui era inserita questa nuova cricca riguardava le elezioni regionali in Campania, l’uomo di Carboni e company era Nicola Cosentino, sottosegretario con delega al Cipe su cui pende un mandato di cattura per concorso in associazione mafiosa ma il Parlamento ha bocciato la richiesta dei giudici. Tutte le mosse degli uomini di Carboni erano indirizzate a favorire la candidatura di Cosentino alla carica di Governatore, nonostante la contrarietà delle anime più legalitarie del Pdl. La corsa del sottosegretario alla candidatura doveva essere agevolata da un dossier sull’attuale governatore campano Caldoro (candidato proprio al posto di Cosentino) che secondo gli uomini della P3, frequentava abitualmente alcuni trans.

Quest’ultima vicenda ha portato nei giorni scorsi alle dimissioni di Ernesto Sica, assessore della giunta Caldoro, attivissimo nella stesura del dossier contro lo stesso Governatore.

Un ambito in cui la loggia si è mossa con successo è la nomina a capo della Corte di Appello di Milano di Alfonso Marra, in ottica della possibile utilità per risolvere problemi giudiziari.

Negli ultimi giorni arriva la bomba più grande, anche se negli ambienti era attesa, l’iscrizione nel registro degli indagati del senatore Marcello Dell’Utri e del sottosegretario Nicola Cosentino. Entrambi legati da un filo rosso che li vorrebbe contigui alle associazioni criminali, Dell’Utri condannato in appello a 7 anni per mafia, Cosentino sulla cui testa pende un mandato di arresto per camorra,  ma la Camera dei deputati ha negato l’utilizzo delle intercettazioni che potrebbero incolparlo. Tutti e due si ritrovano immersi ora in questa vicenda che potrebbe chiudere il cerchio su molti scandali italiani degli ultimi anni.

Berlusconi pare sia vicino a scaricare Cosentino, nei prossimi giorni si voterà l’ennesima mozione di sfiducia nei suoi confronti, per evitare ulteriori tensioni con Fini.

La mossa a sorpresa del Cavaliere potrebbe essere la richiesta, privata, di dimissioni così come successo col caso Brancher al fine di evitare possibili sorprese visto che la fronda dei finiani è allergica all’uomo forte del Pdl campano già da tempo, tensione esplosa nei giorni scorsi in un infuocato dibattito tra Fini e Bondi.

Nei prossimi giorni sono attesi sviluppi sulla vicenda che continua ad imbarazzare un governo sempre più nell’occhio del ciclone, addirittura rimbrottato persino dall’Onu che vorrebbe il ddl intercettazioni cancellato o totalmente modificato. Ce la farà il Cavaliere a rimanere in sella anche questa volta?

di Ivan Soccio

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