Nuovo Ulivo : la proposta “innovativa” di Bersani
Quando la nave sta affondando, si sa, bisogna salvare il salvabile. Cercare di tappare le falle, preoccuparsi di donne e bambini, turarsi il naso e gettarsi sperando di non morire affogati tra le onde del mare in tempesta. Con lo stesso spirito del capitano di un transatlantico ormai a picco, Pier Luigi Bersani ripropone una formula antica; con una lettera aperta a Repubblica infatti il leader del Pd indica la ricetta segreta per una possibile sconfitta del morente governo di centro-destra.
Non una banale riorganizzazione del partito in chiave democratica, né un rinnovo della classe dirigente che possa ridare credito alla sinistra, bensì un Ulivo nuovo di zecca, identico al primo degli anni ’90 ma diverso negli intenti.
” Per dare l’impulso decisivo a questo cruciale passaggio – afferma Bersani – occorre l’impegno univoco, leale, convinto e coeso di tutte le forze progressiste, che sono adesso chiamate a mettersi all’altezza di una responsabilità democratica e nazionale. Come potrebbero queste forze essere credibili se in un simile frangente non dessero per prime una prova di consapevolezza, di unità e di determinazione comune? Ecco allora la proposta di un percorso comune delle forze di centrosinistra interessate ad una piattaforma fatta di lavoro, di civismo, di equità, di innovazione e disponibili ad impegnarsi ad una progressiva semplificazione politica e organizzativa che rafforzi il grande campo del centrosinistra “.
Una vera e propria inversione di marcia rispetto agli entusiastici proclami veltroniani che proprio sulla presunta forza elettorale del Pd avevano basato gran parte della campagna elettorale del 2008; un passo indietro mascherato da novità del secolo che tenta insomma di riparare ai danni ormai disastrosi di un isolazionismo evidentemente fallimentare.
Ma, concretamente, cos’ha in mente il partito che appena due anni fa si fregiava di aver “fatto ordine” in parlamento riducendo lo scenario politico in un gioco dei più forti ?
Rispondendo idealmente alla domanda, l’ex Ds evoca l’immagine di “ Un’alleanza capace finalmente di sconfiggere una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo, capace di riaffermare i principi costituzionali, di rafforzare le istituzioni rendendo più efficiente una salda democrazia parlamentare (a cominciare da una nuova legge elettorale) e di promuovere un federalismo concepito per unire e non per dividere.”
“ Sto parlando – continua Pier Luigi – di una alleanza che può assumere, nell’emergenza, la forma di un patto politico ed elettorale vero e proprio, o che invece può assumere forme più articolate di convergenza che garantiscano comunque un impegno comune sugli essenziali fondamenti costituzionali e sulle regole del gioco ”.
Come destato improvvisamente da un coma farmacologico, il mondo del centro-sinistra ha risposto con toni entusiastici alla disperata richiesta di soccorso proveniente dagli ambienti del Pd; per Piero Fassino quella di Bersani sarebbe addirittura ” Una proposta forte che accelera la costruzione di un’alternativa e indica la via per realizzare una coalizione credibile e in sintonia con le domande del Paese”.
L’idea è piaciuta anche al veltroniano Walter Verini che, però, ha messo in dubbio l’originalità della soluzione ” Ho letto la lettera di Bersani – ha detto Verini – e l’ho trovata apprezzabile su due punti: la riaffermazione abbastanza netta del bipolarismo e il richiamo all’Ulivo del ‘96. Ho però un rammarico: il nuovo Ulivo era il progetto del Pd al momento della sua nascita e se il Pd avesse portato avanti con determinazione lo spirito del Lingotto, che era non solo di Veltroni ma di un gruppo dirigente, a tre anni di distanza e con la crisi drammatica del berlusconismo, forse il nuovo Ulivo ci sarebbe già stato”.
Nonostante siano stati a suo tempo responsabili del fallimento di quello vecchio, l’Ulivo revival piace anche ai compagni di Rifondazione : “ Condivido in pieno – afferma in una nota il segretario del Prc/Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero – la proposta di Bersani di dar vita ad una alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi. Non si tratta solo di cacciare un governo mefitico, ma di ricostruire il quadro democratico del Paese. Questa alleanza deve porsi l’obiettivo di uscire definitivamente da questa sciagurata seconda repubblica e cementarsi attorno alla difesa e al rilancio della Costituzione, al varo di una legge elettorale proporzionale, alla giustizia sociale. Si tratta dell’unica strada per sconfiggere una destra populista antioperaia e pericolosa per la democrazia ”.
Ok al progetto anche dai Verdi : “ La posizione espressa da Bersani è un fatto molto positivo che apre nuova stagione per il centrosinistra in Italia – dice il presidente nazionale Angelo Bonelli – Si tratta di quello che ci aspettavamo, in termini di assunzione di responsabilità, dal maggior partito del centrosinistra: si apre la strada non solo per creare un’alternativa al centrodestra che ha messo in ginocchio il Paese, ma anche per archiviare, definitivamente, la stagione berlusconiana. Noi Verdi siamo pronti a dare un contributo alla costruzione del ‘nuovo Ulivo’, prendendo gli aspetti migliori dell’Ulivo di Prodi ed eliminando quelli negativi come la litigiosità”
Più scettica Sinistra e Libertà che per bocca di Paolo Cento afferma comunque la necessità di un cambiamento : “ l’Ulivo del ‘96 vinse perché era un progetto e non la somma di partiti contro qualcuno. Le primarie in questo contesto non sono solo una questione di forma della democrazia, ma la sostanza di una nuova relazione ”.
Insomma in tempo di carestia a sinistra la minestra scaldata piace un po’ a tutti, grandi e piccini, uniti nuovamente per riconquistare il parlamento.

Author: Mattia (67 Articles)
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