Fuoco su Napoli
Se un Romanzo si potesse iniziare dalla pagina dopo il finale si comprenderebbe l’anima di chi l’ha scritto.
Ruggero Cappuccio con “Fuoco su Napoli” si propone per la seconda volta al grande pubblico come autore di un romanzo. Già autore del testo “La notte dei due silenzi”edito da Sellerio e finalista al Premio Strega 2007, con questa seconda opera egli regala al lettore una Napoli avvolta nel soffice manto della sua storia e soffocata dalla nebbia del suo presente.
Attraverso gli animi dei personaggi, Cappuccio ci fa vivere una storia di passioni, delitti e conflitti. Come nel suo precedente romanzo e come in tutta la sua produzione teatrale, l’uomo è al centro dell’universo in cui si muove guidato dalle più viscerali pulsioni.
Un avvocato rispettabile nel senso più “camorristico” del termine, Diego Ventre, ed una donna che contiene nel suo stesso nome l’essenza del suo vivere, Luce, vivranno la loro storia all’ombra e nel sole di una Napoli in cui a vigere è la pistola ed in cui i sentimenti e il gusto per l’arte suonano come una dolce melodia stonata.
Le opere d’arte citate riversano la loro bellezza di esistere nel pennello del pittore chiamato come rappresentante di chi sa leggere nel profondo. Ma è proprio questa capacità che andrà a rovinare gli equilibri e a portare la storia verso un risvolto non auspicato. Come se i sentimenti soffocati manifestassero la loro forza distruttrice nel momento in cui riescono a liberarsi, così un agire tutto razionalizzato crollerà al primo bagliore di vera umanità.
I Campi Flegrei in fiamme e Napoli sommersa sotto l’acqua. E’ una Venezia delle catastrofi. Ma è nella purezza dell’acqua che l’ha distrutta, forse, che la capitale partenopea riuscirà a ritrovare la sua forza e la sua bellezza dimenticata.
Diego Ventre, protagonista del romanzo, è un boss della malavita, un uomo collegato a tutti i poteri politici, ma è anche un uomo colto e di rara intelligenza. Ama Napoli come una madre, una donna desiderata ed una figlia voluta. E’ questo suo essere così molteplice ed affascinante che, come nelle migliori sceneggiature, non permette al lettore di schierarvisi totalmente contro e di additarlo come il cattivo.
La bellissima Luce è l’anima nobile di Napoli, è il coraggio del cambiamento, è l’istinto che vige sulla ragione, ma è anche la donna fragile che non vuole vedere, l’anima dispersa che trova in Diego la protezione, la sicurezza e la sorpresa.
Intorno a Ventre e Luce ruotano personaggi che incarnano Napoli, il suo essere malata nelle viscere, ma anche la sua bellezza, la sua speranza.
Scrivere di una Napoli corrotta, logorata nel suo embrione è tema trattato da molti in questi anni, ma il romanzo di Cappuccio non è solo questo. E’ un intreccio, una storia di passioni viscerali, è un romanzo scritto con il gusto dell’arte, con porti, antiche dimore e edifici storici che si figurano davanti al lettore come su tela. È scrivere di una donna in abito bianco che scende a poco a poco i gradini del mare come fossero quelli del male per poi risalirne rinnovata. Sono “labirinti di strani incanti” è “Diego” che “capì quanto il corpo possa essere la più morta delle cose se l’anima è lontana”.
Che si scelga di leggerlo ad alta voce per gustare il raffinato utilizzo della lingua italiana o a bassa voce se l’attenzione vuole essere tutta focalizzata sugli accadimenti, in qualunque caso “Fuoco su Napoli” rimane un testo sull’uomo e sul suo sentire come raramente si trovano.
Testo: “Fuoco su Napoli”
Autore:Ruggero Cappuccio
Edito da Feltrinelli
Federica Rondino

Author: Redazione (935 Articles)
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