Berlusconi, Fini e la casa di Montecarlo : il punto della situazione tra “patacche” ed incertezze
Correva l’anno 1999 quando il partito di Alleanza Nazionale, allora guidato da Gianfranco Fini, accettò in eredità dalla contessa Anna Maria Calloni l’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte a Montecarlo. Il valore monetario dell’appartamento era di 540 milioni di lire, ovvero 270 mila euro circa. Successivamente venne venduto dal partito ad una società off-shore, e da questa concesso in affitto a Giancarlo Tulliani, attuale cognato del Presidente della Camera.
A distanza di anni sorgono dubbi sulla regolarità di vendita e affitto. Il caso vuole che tali dubbi vengano a galla proprio in un periodo di forti divergenze politiche tra Fini e il premier Silvio Berlusconi. Una campagna di stampa guidata dal “Giornale”, di proprietà di Paolo Berlusconi, mediaticamente mette alla gogna la terza carica dello Stato. Giancarlo Tulliani è accusato di essere il titolare della società off-shore e quindi di aver acquistato l’appartamento con un prezzo di favore.
Nella vicenda quindi hanno un ruolo determinante la stampa e le posizioni assunte dai due schieramenti, alimentata dall’emergere di nuovi documenti da cui si evince l’ombra dei servizi segreti; documenti che affermerebbero che la proprietà della società off-shore è riconducibile a Tulliani. Se questi documenti provassero il vero, l’immagine e l’etica politica del Presidente Fini ne uscirebbero a pezzi, notizia che, se confermata, farebbe “brindare” Berlusconi.
Sembrerebbe però che questi documenti provenienti dall’isola caraibica di Santa Lucia, dove ha sede la società off-shore che ha acquistato la casa di Montecarlo, siano frutto di una “patacca” riconducibile a personaggi vicini al premier. La dubbia provenienza e autenticità di tali documenti permette all’onorevole finiano Italo Bocchino di prendere una posizione durissima nei confronti di Vittorio Feltri, direttore del “Giornale”, che condurrebbe a suo dire una campagna di dossieraggio supportata da Valter Lavitola.
Un filo sottile nella storia politica di Lavitola lo lega a due personaggi politici di primissima importanza nella storia della repubblica italiana, ambedue di potere assoluto e di ambigua trasparenza, che rispondono ai nomi di Bettino Craxi e Silvio Berlusconi, il quale nel 2004 lo candida alle elezioni europee con Forza Italia, senza però essere eletto.
Da qui nasce un’amicizia tra i due uomini politici che porta Lavitola ad essere indicato come l’uomo che cura gli affaire riservati del presidente Berlusconi. Questa storia, di cui ancora non abbiamo visto l’esito finale, dimostra sicuramente come l’Italia sia un paese dedito ai dossieraggi e ai misteri, non solo politici, che fanno un gran male alla democrazia e alla trasparenza della convivenza civile.
di Giuseppe Libertella

Author: Redazione Magazine (625 Articles)