Google Street View e la privacy: queste riprese “non s’hanno da fare”
Le registrazioni di Street View, realizzate mediante l’utilizzo di speciali veicoli dotati di telecamere, permettono agli utenti di visualizzare dettagli delle zone che sono interessati ad esplorare o a conoscere. Una sorta di navigazione virtuale, quindi, al pari che si passeggiasse per le vie di un centro abitato. Il tutto con estrema precisione: “troppa” precisione, secondo quanto hanno da sempre sostenuto i suoi accusatori, preoccupati che volti dei passanti e targhe delle automobili potessero essere facilmente identificati.
La Società di Mountain View si è quindi prodigata, nel corso del tempo, affinché tali dettagli non costituissero un ostacolo alla presentazione delle immagini diffuse online, incorporando un sistema automatico di oscuramento di questi elementi, ma ciò non è bastato per placare le accuse e le polemiche.
Di recente nuovi altolà hanno fatto impensierire il team management dell’azienda e si attendono gli sviluppi di quella che sembra una contesa infinita.
Prima dell’estate, l’autorità francese CNIL, aveva esaminato il materiale raccolto, scoprendo la presenza di dati personali e sensibili degli utenti.
Email, codici bancari, dati medici e password erano infatti “incappati” nelle scansioni ambientali di Google e questo non ha fatto che incrinare una situazione già di per sé critica.
Oltre al comitato francese, altri organi governativi hanno richiesto l’esame dei dati di Street View: fra essi anche il Garante della privacy italiano.
Ma è recentemente che la serenità dei vertici della società ha iniziato davvero a scricchiolare: una dopo l’altra, diverse nazioni hanno alzato la voce, frapponendosi al lavoro delle Google Car.
La Repubblica Ceca ha vietato alla società di proseguire le riprese e la pubblicazione delle immagini delle strade: l’UOOU, il Garante della privacy ceco, ha infatti vietato a Google di continuare con la mappatura delle strade di Praga.
In Italia la situazione per Google Street View non è migliore: dopo l’ammissione dei vertici aziendali di aver raccolto anche dati personali presenti nelle reti Wi-Fi non protette nelle vicinanze delle Google Car, il Garante della privacy ha ufficialmente richiesto a Google di bloccare ogni tipo di trattamento dei dati raccolti dai suoi mezzi sul suolo italiano.
A mettere i bastoni fra le ruota a BigG, infine, ci ha pensato anche il governo tedesco: i vertici dell’azienda erano arrivate a concedere ai cittadini, dopo uno scontro con il Garante tedesco per la privacy, la possibilità di chiedere la cancellazione della propria abitazione dal database delle immagini di Street View. Immagini che saranno raccolte e presentate entro la fine dell’anno, secondo quanto spiegato da Google, e riguarderanno 20 grandi città tedesche.
Il termine previsto per la presentazione della domanda è il 15 di ottobre, ma, per fare il punto della situazione, il quotidiano Der Spiegel ha voluto scoprire quante sono state, finora, le richieste di cancellazione.
Quanto pubblicato dal giornale desta stupore: sarebbero, infatti, già un centinaio di migliaia le domande di cancellazione presentate dai cittadini tedeschi. Un numero che, sicuramente, sta lasciando l’amaro in bocca al team management di Google.
Facile comprendere come siano stati il dibattito sulla riservatezza personale su internet e le polemiche su Street View a condurre ad un simile risultato. Cos’accadrà? Il servizio di BigG come fronteggerà tutte le polemiche e gli intralci che le autorità governative dei diversi stati le pongono?
Vedremo ancora le Google Car per le nostre città?
La questione risulta spinosa, ma in fin dei conti rappresenta l’inevitabile conseguenza dei timori del popolo del web per la propria privacy.


Author: Santina (3 Articles)