You are here:
Home /
CULTURA / Tentativo di attentato a Maurizio Belpietro: la scorta blocca il colpevole
Tentativo di attentato a Maurizio Belpietro: la scorta blocca il colpevole
Pubblicato da Redazione Magazine a ottobre 1, 2010 · 1 Comment
Ore 22.35 di Giovedì 30 Settembre. Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano Libero, torna a casa, a Milano, dopo un giornata di lavoro trascorsa a Roma. Decide di non suonare il campanello, come è solito fare, vista l’ora tarda, apre la porta ed entra in casa. Pochi secondi dopo, nel suo pianerottolo, scoppiano tre colpi di pistola.Attimi concitati, la scorta ordina a Belpietro di rimanere chiuso in casa.
Il caposcorta, dopo aver accompagnato il direttore in casa ed aver concordato con lui l’orario d’incontro per la mattina seguente, scende dalle scale e non dall’ascensore, come è solito fare, per fumarsi una sigaretta. Tra il quarto ed il quinto piano si trova davanti un uomo, che indossa la camicia da finanziere, che gli punta una pistola alla tempia, ma l’arma s’inceppa e allora è il capo degli agenti di scorta a rispondere e a sparare verso l’alto.
L’attentatore, che viene descritto come un quarantenne alto circa un metro e ottanta, si da alla fuga e tutt’ora proseguono le ricerche per assicurarlo alla giustizia. Probabilmente il finto finanziere, dopo aver visto andare via il caposcorta, avrebbe suonato il campanello di casa Belpietro, e il direttore, pensando fosse l’uomo che pochi secondi prima lo aveva accompagnato a casa, avrebbe aperto la porta…gesto che si sarebbe rivelato fatale.
Nel giro di pochi minuti nelle zone adiacenti l’appartamento del direttore convergono numerose pattuglie delle forze dell’ordine, per accertamenti e sopralluoghi. Belpietro intanto telefona alla redazione: «Bisogna riaprire il giornale, hanno sparato fuori da casa mia, non ho capito cosa sia successo, ci sentiamo tra poco».
“Non so che dire, la sensazione è che quella persona stesse aspettando il mio ritorno a casa. E se il mio caposcorta avesse preso l’ascensore per scendere, e non le scale, non so come sarebbe andata”, racconta Belpietro all’Ansa e prosegue: “Il mio caposcorta – racconta Belpietro, sottoscorta da otto anni – mi aveva accompagnato all’uscio di casa come al solito. Ci siamo salutati ma lui poi mi ha spiegato che invece di prendere l’ascensore ha preferito scendere le scale per fumarsi una sigaretta. Sulla rampa tra il quinto e il quarto piano si è imbattuto in questa persona che pare indossasse una camicia simile a quella usata dai militari della Guardia di Finanza, ma su pantaloni di una tuta. Questo signore ha puntato l’arma sul poliziotto, ma pare si sia inceppata.
Il mio caposcorta ha fatto fuoco e lo sconosciuto è scappato”. “Certo – spiega il direttore di Libero – che se avessero bussato alla mia porta, poco dopo che mi avevano accompagnato, avrei aperto e non so come sarebbe andata a finire”.Mario Ferrera del Pdl critica i suoi colleghi parlamentari: “riflettano e facciano autocritica tutti coloro che soprattutto dai banchi del Parlamento istigano alla violenza e instillano il seme fecondo dell’odio”.
Daniele Capezzone, portavoce del
Pdl, appare invece preoccupato:”Solo nell’ultimo mese si contano: l’aggressione contro
Marcello Dell’Utri, l’analoga azione squadristica contro Renato Schifani, il lancio del fumogeno che avrebbe potuto sfregiare il leader della Cisl Bonanni, e ora l’attacco armato contro Maurizio Belpietro. Che altro deve accadere?”.
Antonio Di Pietro si difende da chi lo accusa di aver istigato la violenza con il suo recente
discorso pronunciato alla
Camera: “Si vergognino coloro che vogliono criminalizzare la protesta. Questo governo dovrebbe riflettere sulle sue politiche fallimentari che non portano alla pacificazione sociale”.
Di Giuseppe Libertella
Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...
Author: Redazione Magazine (625 Articles)
Comments
One Response to “Tentativo di attentato a Maurizio Belpietro: la scorta blocca il colpevole”Trackbacks
Check out what others are saying about this post...[...] continua [...]