Nasce Futuro e Libertà, il partito dei finiani : “Non An in piccolo ma Pdl in grande”
Travolto dai microfoni, assediato dai giornalisti, il Presidente della Camera arriva trafelato alla sede romana di Fare Futuro; tutti intorno si muovono ansiosi, aspettano qualcosa di importante, la parola magica che darà una sterzata decisiva a vent’anni di politica italiana.
” Non sappiamo cosa c’è dietro l’angolo. Come abbiamo detto più volte, spero che il governo arrivi a fine legislatura, ma dobbiamo tenerci pronti per eventuali sorprese, ovvero il voto anticipato“. Queste parole, all’interno di un ricco discorso, segnano l’inizio della nuova “svolta” di Gianfranco Fini. Creatore inquieto di soggetti politici e fondazioni culturali, l’ex leader di An ha annunciato la nascita del nuovo soggetto politico di Futuro e Libertà.
La parola “partito”, nell’odierno scenario di disaffezione alla politica tradizionale, convince poco il presidente Fini; il suo, il progetto che riunirà sotto lo stesso simbolo una cospicua parte del Pdl, è più che altro un “ un movimento che aggrega, un movimento politico e d’opinione piuttosto che una struttura pesante radicata sul territorio. Un partito tradizionale ha una struttura gerarchico piramidale. Ma noi non possiamo mettere in moto una struttura così pesante”.
Un’innovazione non solo formale ma soprattutto strutturale che toccherà i modelli organizzativi dello stesso movimento; ancora turbato dai tradimenti dei vecchi fedelissimi rimasti nel calderone delle coccole berlusconiane, la seconda carica dello Stato si scaglia con decisione contro la creazione di possibili correnti che potrebbero prima o poi minare l’unità del soggetto. “ Non ci devono essere galassie, personalismi, gelosie – continua Fini – niente falchi e colombe: d’ora in poi parliamo di politica, perchè la barca è di tutti e tutti dobbiamo remare nella stessa direzione. Non voglio più commettere gli errori che ho fatto con An. Se partiamo con la logica dei colonnelli e dei soldati, rischiamo di replicare quegli errori “.
Quello di cui si parla insomma non sarebbe una “ Alleanza nazionale in piccolo” ma bensì “un Pdl in grande”. Di grande effettivamente Futuro e Libertà avrebbe bene poco, a partire dalle risorse finanziarie; ancora da definire infatti la questione del patrimonio di An, un vero e proprio “tesoretto” che varrebbe 100 milioni di euro ai quali si sommano 70 immobili sparsi per il territorio nazionale per un valore, stimato, di circa 500 milioni di euro.
Appena conclusa la riunione, tra giornalisti soddisfatti e finiani inorgogliti dalle parole del capo, arrivano puntuali le reazioni del Pdl “È risaputo che Fini non è mai stato particolarmente entusiasta della nascita del Pdl – afferma il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. – Ma dopo la sua designazione a presidente della Camera è cresciuto con tutta evidenza il suo disagio per avere scelto un ruolo istituzionale e per non essere più a capo di un proprio partito. La formazione dell’ennesimo partito è perciò una conclusione prevedibile da tempo”.
“ Niente da dire se Fini fa il partito – dichiara inoltre il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi – ma il PdL non reggerà una doppia maggioranza sul governo e sulla legge elettorale. Dal bipolarismo non si torna indietro e fa specie che un Dc debba spiegarlo agli amici di destra ”.
Dall’ opposizione invece si fa sentire la voce del leader Idv Antonio Di Pietro, che commenta: ” Mi auguro che questo evento confermi la scelta di Mirabello, dove Fini ha parlato bene, salvo poi, con i suoi, comportarsi male in Parlamento. Mi auguro -ha proseguito – che ci sia una coerenza di comportamenti. Una volta nato il partito, spero si passi all’azione evitando di fare i creduloni, i complici, anzi i “complicioni” del presidente del Consiglio”.

Author: Mattia (67 Articles)