Nobel al dissidente Liu Xiaobo, Pechino furiosa : la lotta per i diritti civili è lotta per la pace


Hong Kong EU Nobel PeaceCi troviamo ad Oslo, tra le gelide lande norvegesi dove ha sede il comitato organizzativo del premio Nobel; quest’anno la scelta del vincitore – come avevano già preannunciato alcuni responsabili- è stata particolarmente controversa. Tra le probabili polemiche e le speranze di molti, è il dissidente cinese Liu Xiaobo, uomo-simbolo della lotta per i diritti umani e civili in Cina, ad aver vinto il premio nella categoria  ” Pace “. Il gesto dei giurati, sicuramente a lungo ponderato, è stato percepito dal regime di Pechino come un vero e proprio strappo, una forzatura pericolosa nei confronti delle scelte attuate dalla giustizia cinese. Attualmente l’attivista è infatti in carcere, dove sta scontando 11 anni per aver svolto e portato a termine attività sovversive.

Durissima la reazione da parte di Pechino, che poche ore dopo ha pubblicato un comunicato ufficiale sul sito web del ministero degli esteri; secondo la nota Liu Xiaobo è ” un criminale” che è stato condannato “dalla giustizia cinese”. La decisione è destinata dunque a “nuocere alle relazioni tra la Cina e la Norvegia”. L’amministrazione cinese riportando le parole di Alfred Nobel ricorda che il premio per la pace è destinato a “persone che hanno promosso la fratellanza tra le Nazioni, l’abolizione o la riduzione degli armamenti e che si sono sforzate di promuovere iniziative di pace”. L’operato di Liu Xiaobo sarebbe invece  – conclude il comunicato -  “completamente contraria” ai principi sopra enunciati.

Le motivazioni del Comitato di Oslo spiegano la scelta attraverso “una connessione tra diritti umani e pace nel mondo [ … ] Durante gli ultimi decenni – si legge nel documento stilato dal Comitato – la Cina ha fatto enormi progressi economici, forse unici al mondo e molte persone sono state sollevate dalla povertà. Il Paese ha raggiunto un nuovo status che implica maggiore responsabilità nella scena internazionale, che riguarda anche i diritti politici. L’articolo 35 della Costituzione cinese stabilisce che i cittadini godono delle libertà di associazione, di assemblea, di manifestazione e di discorso, ma queste libertà in realtà non vengono messe in pratica”.

CHINA HONG KONG PROTEST LIU XIAOBOPer molto tempo – conclude il Comitato – ” Liu è stato un grande difensore dell’applicazione di questi diritti, ha preso parte alla protesta di Tiananmen nell ‘89, è stato tra i firmatari e i creatori della Charta 08 della democrazia in Cina. Liu ha costantemente sottolineato questi diritti violati dalla Cina. La campagna per il rispetto e l’applicazione dei diritti umani fondamentali è stata portata avanti da tanti cinesi e Liu è diventato il simbolo principale di questa lotta“.

Il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, Nobel per la pace lo scorso anno, si è congratulato per la scelta di Liu Xiaobo e ha chiesto alle autorità cinesi la sua liberazione.

Importante anche l’appoggio che il Dalai Lama ha espresso nei confronti della decisione dei Comitato norvegese: «Premiare con il Nobel per la pace Liu Xiaobo è il riconoscimento della comunità internazionale all’innalzamento della voce tra il popolo cinese per premere la Cina attraverso riforme politiche, legali e costituzionali».

Teng Biao, uno degli avvocati più attivi in Cina per quanto riguarda la rivendicazione dei diritti civili, nonché amico personale di Liu Xiaobo ha dichiarato all’ ANSA di essere “felice ed entusiasta” per la decisione. ” Questo premio incoraggerà sicuramente la società civile della Cina e sempre più gente si batterà per la pace e la democrazia. E’ un aiuto per la Cina nella costruzione di una società pacifica, democratica e basata sulla legge”.

di Mattia S. Gangi

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