Colpisci e affonda! Italia patria dei dossier, dopo Fini tocca alla Marcegaglia
La battaglia navale, un gioco molto apprezzato negli anni, quando a scuola lo si preferiva alle noiose lezioni. Quegli studenti, quei giovani, ora sono cresciuti e alcuni di essi ricoprono ruoli importanti e cariche istituzionali, ma il loro gioco preferito è rimasto sempre quello : la battaglia navale! Non appena “l’aria politica” del nostro paese s’inebria di “odor di nuove elezioni” ha inizio la scontro. Ci si colpisce dove si può, sia a destra che a sinistra, nessuno può sfuggire a quello che ormai pare sia diventato il tratto distintivo di un paese allo sbando: il dossieraggio.
Il primo “nemico” da “colpire e affondare” era un Presidente della Camera “scomodo”, cofondatore del partito di maggioranza, ma stanco di subire le decisioni di un uomo dedito più ai propri interessi che a quelli dei cittadini e di un altro che conosce l’Italia solo da Roma in su; ecco quindi venir fuori in brevissimo tempo una storia “italiana” creata ad arte, con società off-shore e appartamenti da nababbi coinvolti in conflitti d’interessi (giusto ricordare che il nostro Presidente del Consiglio è titolare di ben 64 società off-shore).
Vi è poi un’altra battaglia, tra testate giornalistiche che, più che dedicarsi alla libera informazione, sembrano ispirarsi a vecchi intellettuali dediti alla diffusione degli ideali del regime e al conseguente e costante mantenimento della sua supremazia. D’annunzio docet.
Negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più determinante negli equilibri interni al sistema politico italiano, grazie alle loro campagne mediatiche volte a screditare questo o quel personaggio più o meno influente, relativamente agli interessi momentanei espressi dal partito o dal politico di turno. L’ultimo dossier, secondo le parole della stessa redazione, è stato realizzato dal quotidiano Il Giornale di proprietà di Paolo Berlusconi.
Il 15 Settembre scorso Emma Marcegaglia, presidente di Confidustria, a margine della inaugurazione del nuovo quartier generale della Diesel a Breganze (Vicenza) dichiara che “L’Italia vive un momento di politica brutta che per mesi ha parlato solo di amanti, di cognati e di appartamenti. Non è questo che ci interessa” e che “i litigi e le tensioni non aiutano ad avere una concentrazione sui temi veri come il lavoro, l’occupazione, la crescita”.
Parole forti, che fanno infuriare gli ambienti vicini al premier Silvio Berlusconi, tanto che il 16 settembre Nicola Porro, vicedirettore del Giornale, invia un sms a Rinaldo Arpisella, responsabile dei rapporti con la stampa della Marcegaglia: “Ciao Rinaldo domani super pezzo giudiziario sugli affari della family Marcegaglia” e nella successiva telefonata intercorsa tra i due pochi minuti dopo Porro afferma: “Adesso ci divertiamo per venti giorni romperemo il c… alla Marcegaglia come pochi al mondo!” aggiungendo che non si trattava di uno scherzo e di aver “spostato i segugi da Montecarlo a Mantova” con riferimento – spiegano i pm – alla città centro di riferimento degli interessi economici e familiari del presidente di Confindustria.
Gli inquirenti registrano poi una telefonata tra Arpisella e un responsabile delle relazioni esterne di Mediaset con la richiesta di un intervento di Confalonieri. In un colloquio successivo, il responsabile Mediaset parla dell’avvenuto intervento del presidente di Mediaset presso Il Giornale e del fatto che la Marcegaglia lo aveva poi ringraziato. Preso atto delle pesanti dichiarazioni di Porro, Woodcock, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli, decide d’inviare venti uomini delle forze dell’ordine presso la sede del Giornale per effettuare la perquisizione che avrebbe consentito di trovare il famigerato dossier annunciato da Porro e Sallusti, direttore del quotidiano.
Durante la perquisione tuttavia non viene rinvenuto alcun dossier, come nessun dossier apparirà sulle pagine del quotidiano nell’edizione in vendita il 9 ottobre scorso, ma soltanto la pubblicazione di articoli già pubblicati precedentemente da altri quotidiani a tiratura nazionale, riguardanti il Presidente di Confindustria…come a volersi togliere di dosso tutte le accuse piovute negli ultimi giorni sulle presunte attività di dossieraggio del Giornale, tentando così di screditare le altre testate giornalistiche nazionali.
“Dopo il racconto che Arpisella mi fece – dichiara la Marcegaglia – ho sicuramente percepito l’avvertimento come un rischio reale e concreto per la mia persona e per la mia immagine, tanto reale e concreto che mi misi personalmente in contatto con Confalonieri”, mentre Feltri, direttore editoriale del Giornale dichiara di non aver “mai avuto problemi con Emma Marcegaglia, nemmeno quando lei dichiarò che su Fini e sulla casa di Montecarlo stavamo esagerando”.
d Giuseppe Libertella

Author: Redazione Magazine (625 Articles)