CASO SCAZZI. SCIACALLAGGIO MEDIATICO O GIORNALISMO?
di Lorena Crisafulli
Prima la scomparsa, poi il ritrovamento del cadavere post-confessione zio carnefice, ora le incriminazioni. Il caso Scazzi da quel 26 agosto, data in cui Sarah è scomparsa, si è consumato in Tv e con la Tv. Riempie le pagine dei giornali, i Tg e molte trasmissioni televisive. La programmazione è piena di talk-show pomeridiani, serali e speciali che non fanno altro che parlare della vicenda per capirne ancora i risvolti o, semplicemente, per specularci sopra. Perché come sempre queste storie fanno audience, e che audience! Così è stato per lo speciale di “Matrix” di Alessio Vinci, in diretta da Avetrana il 15 ottobre. E per “Quarto grado”, la trasmissione condotta su Rete 4 dal giornalista Salvo Sottile.
Giusto averne parlato, giusto cercare la verità. Ma l’ondata che ha travolto questo caso, sbattendolo con vigore sul palco mediatico, ha cominciato a stancare. E non solo i diretti interessati. Quando si giungerà a spegnere i riflettori? Quando il diritto di cronaca, per rispetto, potrà finalmente arrestarsi? Pare ancora non sia giunto il momento. Adesso è Sabrina, la cugina di Sarah, accusata di aver partecipato con il padre al delitto, sotto la lente d’ingrandimento dei media. Da giorni, troppi, i giornalisti si accalcano dietro la porta di casa Misseri, alla ricerca di risposte e di scoop. Un presidio continuo, giorno e notte, che non cessa di suscitare polemiche. E’ vero giornalismo o puro sciacallaggio? Le ipotesi si susseguono. Chi era presente in quel garage oltre al padre e alla figlia (che peraltro si dichiara innocente)? Qual è il ruolo della madre Cosima, sorella di Concetta (la mamma di Sarah)? Lei che, dopo aver seppellito la ragazza, è ancora costretta a sentirne parlare dappertutto. Michele Misseri ha detto tutta la verità (sono cinque le versioni rese finora agli inquirenti) o nasconde qualcosa? Restano ancora poco chiare le cause dell’omicidio, dopo il coinvolgimento di Sabrina si parla di “motivi intrafamiliari”. Quel che è certo è che la morte della quindicenne resterà ancora a lungo nella memoria degli italiani. Catapultati, spesso loro malgrado, ogni “santissimo” giorno nella vicenda.
In tutto questo, l’indignazione cresce ancor di più se si pensa che Avetrana e la fossa in cui è stato ritrovato il corpo della ragazza sono diventate “mete di orrido turismo”. La gente si reca in questi luoghi del mistero, come fossero set di fiction! Per far foto, filmati e partecipare all’orrore insieme ad alcuni (per fortuna non tutti!) professionisti del mestiere o presunti tali. Forse è giunta l’ora di lasciare che gli inquirenti trovino la verità senza alcuna pressione, che i familiari ricerchino quell’equilibrio ormai svanito dall’inizio di questa terribile vicenda. Forse è il caso che la madre, il padre e il fratello della ragazza vivano il proprio dolore al riparo da riflettori e telecamere. Forse solo allora Sarah troverà la pace che merita.
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Author: Lorena (10 Articles)