Io assaporo. Tu trasgredisci. La pausa pranzo in rivolta.
Molti ricorderanno la proposta di legge di Rotondi sull’abolizione della pausa pranzo (2009) e delle varie reazioni che si ebbero in proposito.
Un’abitudine o una necessità, rapida o consumata comodamente al tavolo di un ristorante o meglio ancora della propria casa, la pausa pranzo rimane un momento imprescindibile della giornata di ognuno di noi. Se in linea di massima in Italia il pranzo si consuma tra le 13.00 e le 14.00, mentre la cena tra le 20.00 e le 21.00, dal nord al sud gli orari hanno una leggere flessione. A chiunque lavori con le due diverse realtà è noto che se bisogna chiamare un ufficio a Milano è auspicabile non farlo alle 12.30 perché con molta probabilità non si troverà nessuno, così come al centro e al sud si può tranquillamente telefonare fino alle 13.00, ma non tra le 13.00 e le 13.30.
Quelle che sembrano solo abitudini hanno la loro origine nella storia dei nostri avi e per fini pratici.“Mangio quando ho fame”: non è il capriccio di un bambino o la presa di posizione di un adolescente, ma quello che accadeva fino al ‘500 alle corti e nel volgo anche dopo. È nell’aristocrazia che si deve ricercare l’origine degli orari dei pasti. I nobili si svegliavano tardi, un po’ alla Marchese Del Grillo, e così pranzavano intorno alle 14.00, poi si andava ad un teatro o a un concerto pomeridiano e così la cena si consumava dopo le 21.00, spesso a mezzanotte.
E il popolo in tutto ciò continuava a lavorare e a mangiare quando aveva fame e poteva. Oggi invece, il capo può scegliere a che ora fermarsi per mangiare, mentre i dipendenti hanno degli orari prefissati. Al sud si mangia dopo per una questione climatica. I contadini se ne stavano nei campi a zappare la terra fino al sopraggiungere del caldo (intorno a mezzogiorno) e si sedevano a tavola verso le due. La tavola non era solamente il luogo dove sfamarsi, ma anche il focolaio domestico dove ritrovare pace ed armonia. Momento di comunicazione e di scambio un tempo, oggi il convivio è un attimo fugace soprattutto se si consuma tra un impegno di lavoro e l’altro.
Che cosa accade poi se nemmeno ci si stacca dal computer?! Che i gusti si perdono. Non è come un bacio rubato velocemente che ha un sapore ancor più dolce, se l’alimento non viene gustato con calma che sapore ha?
Tra le ricerche del “Barilla Center for Food and Nutrition” si legge: “la tecnologia e la frenesia contemporanea ci rendono novelli uomini delle caverne, che, venuti in possesso – attraverso pezzi di ferro chiamati “monete” e pezzi di altro ferro chiamati “carrelli” – di qualcosa di commestibile, lo introducono all’interno dell’apparato digerente, al fine di acquisire in tal modo il quantitativo calorico ottimale.”
Cibo fast, corsa per arrivare in tempo in ufficio, corsa per avere l’oggetto appena uscito, corsa nei rapporti, corsa negli sguardi: sembra che la nostra epoca sia una lepre quando a volte ci sarebbe bisogno di una tartaruga.
Se gli orari dei pasti variano da regione a regione, quel che rimane immutato è il quadro che appare agli occhi di chi entra in un bar nell’orario degli uffici chiusi. Sguardi sul panino, poche conversazioni, il cellulare sul tavolo o in mano se si è al bancone e l’orologio in testa.
Inoltre nell’ultimo rapporto Col – diretti sulle abitudini alimentari degli italiani si legge che quando si va a cena fuori lo si fa con uno spirito di trasgressione; si cerca di andare contro i canoni salutistici imperanti: a dimostrarlo sono le scelte dal menu. Bisogna trasgredire dal cibo…
Se in molti cercano di trasgredire scegliendo determinate pietanze, il 60% dei traditori usa la pausa pranzo per compiere il “reato”. L’associazione matrimonialisti italiani (AMI) ha rilevato che più della metà degli adulteri avviene tra le 14.00 e le 15.00.
Un tempo, il cibo era legato a terminologie come “gusto”, “sapore”, “sale”, dolce” ora a trasgressione, tradimento, moda. Non capisco proprio ed allora mi abbandono al pensiero del Galateo di Monsignor Della Casa.
di Federica Rondino
rondino@cultumedia.it

Author: Federica Rondino (32 Articles)