La7 verso il New Journalism. Minzolini: ”Con Mentana nessuna competizione”
Clamoroso calo di ascolti per il Tg1,il notiziario principale delle reti nazionali Rai. Il telegiornale diretto da Augusto Minzolini ha perso nell’ultimo anno circa 850 mila spettatori, a fronte di un corrispettivo incremento per i notiziari di Sky e LA7.
Il Tg di La 7, in particolare, registra solo nell’ultimo anno una crescita del 58 % di share, in corrispondenza per altro della recente nomina del direttore per Enrico Mentana. Il Tg1,nell’edizione delle 20.00, la più seguita e importante, registra un calo del 3,95% di share mentre il Tg di La7 ne riporta un aumento del 4,33% . Questa settimana, il notiziario diretto da Mentana, nell’edizione serale, ha raccolto il 9% dello share nazionale.
Notevoli risultati, quindi, per una rete come La7, considerata minore e che si rivolge senz’altro a un pubblico di nicchia rispetto al telegiornale dell’ ”ammiraglia” Rai. Si tratta di dati osservati, per altro, in un trend crescente. Anche il target, dunque, va diversificandosi. I telespettatori laureati del Tg di La7 costituiscono circa il 20% del pubblico totale, percentuale aumentata in maniera esponenziale dopo la nomina di Mentana e in presumibile coincidenza con la diminuzione del 4,9% della stessa categoria sociale per il Tg1.
Le cause di quello che può essere definito fenomeno-spia del vizio nel sistema mediatico italiano Rai, sono da ricercarsi nella tabella degli argomenti trattati. Se il Tg1 si occupa di politica per il 18,5% del tempo destinato dal palinsesto di Rai1 al notiziario, il telegiornale di La7 affronta l’argomento per il 31%.
Allo stesso tempo, la testata di Minzolini spazia sulle tematiche relative a costume e società per il 9,5% del tempo mentre il Tg di La7 per l’1.1%.
Lo stesso anchorman e direttore del Tg di La7, Enrico Mentana, commenta che se “i due principali Tg (Tg1 e Tg5 ndr) non fossero, per assurdo, filogovernativi non ci sarebbe più spazio per noi che non privilegiamo ne’ Bersani ne’ Berlusconi”.
Minzolini, relativamente a questi dati, ha spesso dichiarato di non sentirsi in competizione con il Tg di Mentana, perché innanzitutto direttore di uno spazio televisivo differente dal Tg1, a metà tra un programma di approfondimento politico e talk show, di cui sono invece ghiotti i telespettatori di Rai3. ”L’unico “avversario” del Tg1 sarebbe invece il Tg5, perché dello stessa tipologia “generalista”.
Ma lo stesso Minzolini poi aggiunge, in palese contraddizione : “Il problema non è mio, semmai di Clemente Mimum”,direttore del Tg5, che registra un calo di ascolti non indifferente ma comunque non proporzionabile a quello del Tg1, tradizionalmente considerato caposaldo dell’informazione nella rete nazionale.
Qualche settimana dopo il direttore del tg1 riformula: “I veri avversari del tg1 sono i Simpson”. Evidentemente, in questo caso, la categoria, il differente target e la diversa tipologia dello spazio televisivo non costituiscono un ostacolo per la competitività.
Minzolini respinge inoltre le accuse di una eccessiva devozione al Presidente Silvio Berlusconi, da lui stesso definito “un rivoluzionario della politica italiana”, che avrebbe fatto perdere credibilità al notiziario.
Anche l’Agcom, autorità per le comunicazioni, si era già espressa in questo senso denunciando un “forte squilibrio“ nei tempi dedicati alla maggioranza e al governo con diffida al Tg1 e richiamo a Studio Aperto e Tg4 .
Gli “ulteriori provvedimenti” promessi dall’Agcom questo Ottobre a fronte del perdurare di questa ineguale distribuzione dei tempi televisivi, non hanno allarmato il direttore del Tg4, Emilio Fede, il quale afferma: ”Non sarà un’agenzia a dirmi come fare il mio mestiere” che tiene a precisare di aver sempre condotto con professionalità e onestà e aggiunge : “La norma alla quale sono più fedele è quella deontologica”.
Anche sul Web il Tg di Mentana è molto seguito. La7, che possedeva già un canale You Tube, dà ora la possibilità di poter seguire il Tg in diretta sullo stesso portale di condivisione. Ciò non ha fatto altro che accrescere la popolarità del fenomeno Mentana su La7, avvicinando ai fruitori più giovani l’informazione e lo stesso notiziario al New Journalism ovvero il nuovo modo di informare: veloce, accattivante, accessibile,capace di dare in pochissimi minuti una panoramica degli eventi del giorno o un cavilloso approfondimento sulla tematica specifica in base alla preferenza e alla necessità dell’utente.
Sembra così che Mentana abbia trovato uno spazio adeguato per il suo concetto di informazione,antico e moderno insieme, dopo aver abbandonato Mediaset con parole di fuoco: ”Dopo aver irriso per oltre un decennio le accuse di chi dipingeva Mediaset come una dépendance di Forza Italia, si era trasformata in un comitato elettorale, dove i dipendenti festeggiavano per il buon lavoro, portato a termine non tramite la giusta informazione o gli ascolti, ma basandosi sulle preferenze accordate dagli italiani a Silvio Berlusconi ”
di Giulia Ventimiglia

Author: Redazione Magazine (625 Articles)