Addio a Dino De Laurentiis. Tutti i ricordi del grande Maestro. |Video| e |Foto|
Dino De Laurentiis non c’è più. E’ scomparso a Los Angeles, dove abitava da molti anni, all’età di 91 anni, per cause naturali. Ci lascia così uno dei più grandi produttori cinematografici italiani, rappresentante di quel cinema italiano vecchio stile, di cui è stato protagonista.
Agostino De Laurentiis, soprannominato sin da piccolo Dino, cresce a Torre Annunziata vendendo gli spaghetti prodotti dal padre, piccolo commerciante di pasta. La sua carriera cinematografica inizia a Roma, quando il giovane ragazzo, pieno di speranze, si reca al Centro Sperimentale di Cinematografia. Comincia facendo l’attore: prende parte a pellicole come “Troppo tardi t’ho conosciuta”, di Emanuele Caracciolo.
Dino però, capisce che la sua vocazione è un’altra: vuole passare dietro la macchina da presa. Ha così inizio la sua lunga e brillante carriera da produttore, avviata con il film di Piero Ballerini, “L’ultimo combattimento”, del 1940. Il primo grande successo arriva però con “L’amore conta”, una divertente commedia, remake di un film svedese.
Subito dopo il grande salto: Dino inizia a lavorare alla Lux Film, giocando un ruolo centrale per la rinascita del cinema italiano nel dopoguerra. “Riso amaro” di De Santis, “Napoli milionaria” di De Filippo, “La Grande Guerra” di Monicelli, solo per citare i titoli più famosi dei film prodotti in questo periodo.
E il set di “Riso amaro” è galeotto: avviene qui l’incontro con Silvana Mangano, che diverrà la sua seconda moglie. Ma è un amore destinato a non durare: lui è troppo geloso (tanto che la Mangano confesserà di non aver mai potuto recitare con Mastroianni).
E’ il 1948 quando, insieme all’amico Carlo Ponti, Dino crea la “Ponti-De Laurentiis”, una nuova etichetta che produce capolavori come “Totò a colori” di Steno, “Europa ‘51” di Rossellini, fino a “La strada” e “Le notti di Cabiria” di Fellini, due pellicole che vinceranno entrambe l’Oscar come miglior film straniero. Nel 1954 produce Miseria e Nobiltà, diretto da Mario Mattoli con Totò.
I confini italiani sembrano stare stretti a Dino, che si lancia in un progetto da sogno: costruire una Hollywood sul Tevere, sul modello di Cinecittà. E’ così che nasce, sulla Via Pontina, Dinocittà, dove vengono girati film con alcune grandi stelle del cinema americano, come “Guerra e Pace” di Vidor, con Henry Fonda e Audrey Hepburn, o “Waterloo”, di Bondarciuk, con il grande Orson Welles.
La grande svolta arriva nel 1972: in Italia cambia la legge sul cinema ed i sussidi vengono riservati solo ai film che abbiano il 100% della produzione italiana. Dino non ci sta, si trasferisce negli USA, dove crea la De Laurentiis Entertainment Group. Primo film prodotto: “Serpico” di Lumet, con Al Pacino.
Seguono, tra gli altri, “I tre giorni del Condor” di Pollack, “Il giustiziere della notte” di Winner o “Dune” di Lynch.
E’ il 2001 l’anno della definitiva consacrazione, con l’Oscar alla carriera. In quell’occasione, Dino lascia una breve dichiarazione, poche righe, che riassumono decenni di ammirevole carriera: “Il cinema è una droga, è una fatica. Ma è esaltante: ho fatto 600 titoli, ma a ogni nuovo progetto mi ci butto con l’entusiasmo e la curiosità del primo”.
di Marianna Camillò


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