Fli ritira i suoi ministri : è crisi di governo


FLI“Signor presidente del Consiglio, rimetto nelle sue mani le mie irrevocabili dimissioni da” membro del governo, “con immutata stima”. Con queste poche e lapidarie parole alle ore 13.10 di Lunedì 15 Novembre il ministro Andrea Ronchi, il viceministro Adolfo Urso e i sottosegretari Antonio Buonfiglio e Roberto Menia, tutti appartenenti a Futuro e Libertà per L’Italia, hanno comunicato le proprie dimissioni dall’attuale governo Berlusconi.

“I gruppi parlamentari di Futuro e Libertà, nel prendere atto delle dimissioni rassegnate in data odierna dal ministro Andrea Ronchi, dal viceministro Adolfo Urso e dai sottosegretari Antonio Buonfiglio e Roberto Menia, evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario nei confronti del governo, e confermano altresì, con profondo senso di responsabilità, il proprio impegno a sostenere nell’interesse del Paese la legge di stabilità e di bilancio” dichiarano poco dopo le 13.30 i presidenti dei gruppi parlamentari Fli di Senato e Camera, Pasquale Viespoli e Italo Bocchino.

Dura e immediata la reazione del Pdl, che attraverso Maurizio Sacconi, Ministro del Welfare, accusa Fli di “tradimento”: “Con il ritiro della delegazione dei finiani dal governo si sta consumando il tradimento“, ha detto Sacconi a Cividale (Udine), prima di partecipare ad un convegno di Confindustria; poi riferendosi alla Lega ha proseguito: La Lega è un alleato fedele come i fatti hanno sempre dimostrato”.

La crisi di governo è aperta dunque. Intanto in seguito a quanto accaduto nella mattinata di Lunedì, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, poco prima di mezzogiorno ha inviato una convocazione ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. L’incontrò avrà luogo Martedì 16 alle ore 16.

In mattinata, prima di rassegnare le dimissioni, il viceministro e coordinatore Adolfo Urso, aveva rilasciato delle dichiarazioni a Sky, ipotizzando una nuova coalizione con Udc, Mpa ed Api: “La nostra preferenza è un nuovo governo di centrodestra – aveva dichiarato Urso – e ove si andasse al voto per scelte altrui traumatiche, ci andremmo con un’altra coalizione di centrodestra con le forze che si richiamano ai valori del popolarismo europeo e quindi Fini, Casini, il movimento di Lombardo, l’Api di Rutelli e comunque le altre forze sociali e produttive del paese che vogliono, nel centrodestra, dal centrodestra, cambiare e rinnovare la politica, voltare pagina, fare davvero le riforme”.

Sempre attraverso le dichiarazioni dell’ex viceministro Urso, Fli si è inoltre dichiara pronta ad elezioni anticipate: “Noi siamo pronti a elezioni anticipate, nel caso promuoveremo un polo di responsabilità nazionale con altre forze del centrodestra che ci stanno” ha affermato nel corso di una conferenza stampa a Milano il coordinatore nazionale di Fli, Adolfo Urso, sottolineando di augurarsi comunque che la legislatura possa “andare avanti perché senza un governo lasceremo il Paese senza protezione da avvoltoi e speculatori finanziari”.

“Crisi” appare dunque la parola ricorrente negli ultimi mesi; un 2010 caratterizzato dalla crisi economica a livello globale, e dalla crisi politica in Italia. L’economia appare in lieve rialzo dopo aver attraversato momenti davvero critici, lo stesso non si può dire per il governo Berlusconi. La sua crisi è appena stata aperta, da Fini, colui che per molti anni è stato il suo “braccio destro”.

Assisteremo alla fine del berlusconismo, o il Cavaliere riuscirà a risorgere dalle sue stesse ceneri tornando al governo? Nuovi sviluppi sono previsti già da Martedì, quando Napolitano incontrerà Fini e Schifani.

Di Giuseppe Libertella

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