Calendario della possibile crisi di governo. 13 Dicembre Berlusconi alle Camere, il giorno dopo si vota.
Delineato il calendario della crisi di governo. Dopo l’incontro di un’ora al Quirinale tra il presidente della Repubblica e i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, è stato trovato l’accordo sulla precedenza alla finanziaria. Dall’incontro è inoltre emerso un calendario ben preciso: il 10 dicembre sarà concluso l’esame della manovra, mentre il 13 dicembre il premier sarà la mattina in Senato, e il pomeriggio andrà alla Camera. Il voto sul governo è dunque previsto per il 14 dicembre. Prima arriverà quello di Palazzo Madama, poi quello di Montecitorio.
Il premier Berlusconi si è detto perfettamente d’accordo con il calendario concordato da Napolitano, Fini e Schifani. Tuttavia la linea da seguire rimane quella concordata con Bossi: nel momento in cui il governo dovesse ottenere la fiducia solo al Senato e non a Montecitorio, Berlusconi si recherà da Napolitano a chiedere lo scioglimento della Camera o di entrambe.
Non soddisfa invece Pierluigi Bersani il calendario concordato da Fini, Schifani e Napolitano: “Il governo si è preso 15 giorni di troppo, traccheggiando ancora, facendo melina sui tempi della legge di stabilità”; Rutelli invece chiede di “”accelerare i tempi della crisi” e Di Pietro attacca ironicamente: ”Un mese è pure troppo per il mercato, per la compravendita dei parlamentari. Per una compravendita di sei o sette parlamentari basta molto meno tempo… Ad Arcore, in una sola notte, succede di tutto”.
Contrario al voto anticipato si dichiara il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, il quale individua la crisi di governo come un grosso ostacolo per la crescita del paese: “Tutti coloro che hanno a cuore l’interesse nazionale del paese facciano un passo indietro”. “Abbiamo l’Irlanda ed il Portogallo che rischiano di fare la fine della Grecia. Noi siamo dietro l’angolo. Le elezioni sono un ricatto che impediscono di trovare una soluzione nell’interesse del paese”.
Nonostante la crisi di governo sia ormai certa ed inevitabile, Bossi si dice fiducioso che “il governo durerà fino al 27 Marzo”, visto che sul federalismo municipale, il cui dlgs è giunto in Parlamento il 9 novembre, il parere delle Camere arriverà a gennaio ( le Camere hanno 60 giorni di tempo per il parere, ndr). Secondo Bossi dunque il governo supererà l’attuale crisi riuscendo a garantire l’approvazione del federalismo, come da lui richiesto.
Dopo l’intervento di Napolitano la situazione appare più chiara; il governo è in piena crisi, il 14 Dicembre potrebbe non ottenere la fiducia in Parlamento, facendo si che gli elettori tornino a votare e che il federalismo, tanto desiderato e richiesto da Bossi e dai leghisti tutti, non venga approvato. Berlusconi, eletto dal popolo italiano nel 2008, ha avuto a disposizione due anni per proporre o approvare leggi che potessero cambiare la situazione dell’Italia, nei vari settori. E’ stato spesso tradito dai suoi desideri di onnipotenza e dai suoi vizi, trascurando talvolta il compito affidatogli dagli italiani, i quali a breve probabilmente saranno chiamati a scegliere un nuovo Presidente del Consiglio. L’auspicio è che tutto avvenga nel rispetto delle regole che rientrano nei diritti e nei doveri delle istituzioni e di tutti i cittadini italiani.
Di Giuseppe Libertella

Author: Redazione Magazine (625 Articles)