Primo treno privato in Italia. Un successo che dà fastidio


ArenawaysIl 15 novembre 2010, alle 7.10, è partito dalla stazione di Torino Lingotto il primo treno di una compagnia privata in Italia. Destinazione: Milano Porta Garibaldi, raggiunta con dieci minuti di anticipo.

In totale, un’ora e venti minuti di viaggio, ma senza fermate intermedie. Perché così ha deciso – pochi giorni prima del via – l’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari (Ursf), su pressione delle Ferrovie dello Stato. Soppresse dunque le fermate di Santhià, Vercelli e Novara. E in stazione, nessuna informazione dal personale sul nemico Arenaways.

Ostacoli che non hanno fermato la partenza del treno giallo arancio e dei suoi primi trenta passeggeri. Tra di essi c’era un orgoglioso Giuseppe Arena, l’ad di Arenaways, che ha contribuito a fondare nel 2006. Oggi la società ha sede ad Alessandria ed è finanziata da imprenditori piemontesi e bresciani. I dipendenti sono una sessantina, la loro età media non supera i trent’anni.

Arena si dice determinato a rimuovere i paletti del vecchio monopolista: “Spero di ottenere le licenze nelle prossime settimane”. Presenterà tre ricorsi: all’Antitrust, al Ministero dei Trasporti – cui l’Ursf fa capo – e alla Commissione Europea. Ad appoggiarlo ci sarà anche il Comitato dei Pendolari, pronto ad “azioni di protesta democratica”.

Non poteva essere altrimenti: il vettore della Arenaways ha tutto quello che i martoriati utenti di Trenitalia hanno sempre sognato. A partire dal biglietto, che include la prenotazione e si può fare anche a bordo, senza alcun sovrapprezzo. Se il treno ritarda per più di mezzora, è garantito ai clienti un rimborso. Il ticket costa 17 euro: più del regionale FS (9,55 euro) ma meno del Frecciabianca e del Frecciarossa, rispettivamente 21 e 31 euro, in seconda classe.

La nuova compagnia, invece, ha una sola classe di viaggio, che si presenta piuttosto bene: le carrozze sono provviste di prese elettriche, schermi al plasma e connessione Wi-Fi. Ci sono anche il lustrascarpe automatico e l’imbustatore per ombrelli.

Ma i veri gioielli a bordo sono la lavanderia e il supermarket. “Li abbiamo pensati per i single, che oggi rappresentano la maggioranza dei pendolari”, afferma Patrizia De Bernardi, coordinatrice dei servizi sui vettori Arenaways. Una grande attenzione ai disabili è la nota di merito finale.

Giuseppe Arena ricorda che nella sua compagnia tutto è all’insegna del Made in Italy. Grandi nomi? Nient’affatto. Il design, ad esempio, è stato progettato da una “normalissima” ragazza laureata in architettura. “L’assemblaggio del treno, però, avviene in Romania”, precisa l’ad di Arenaways.

Purtroppo saranno pochi i fortunati viaggiatori ad usufruire dei nuovi vettori. Ad oggi, infatti, l’unica tratta coperta da Arenaways è la Torino-Milano, con soli due collegamenti quotidiani per senso di marcia. L’obiettivo futuro è creare un’assoluta novità nel trasporto passeggeri: un circuito tra Torino, Alessandria, Pavia e Milano.

Il 15 novembre 2010 può diventare una data storica per l’Italia. Può essere il primo passo verso la liberalizzazione della nostra rete ferroviaria. Nel 2011 arriverà un altro e ancor più temibile competitor per le FS: la NTV di Montezemolo e Della Valle. Le polemiche e i contrasti fra le due società vanno avanti già da tempo e la vicenda di Arenaways sembra quasi un avvertimento del monopolista su ciò che dovranno aspettarsi i prossimi sfidanti.

di Paolo Ceraldi

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