L’Ulivo sorpassa Pdl e Lega. Fini attualmente all’8%.


Parlamento_070928_aSe Silvio Berlusconi dovrà aspettare il 14 Dicembre prossimo per sapere se avrà ancora la fiducia del Parlamento, può invece sin da ora fare un bilancio sulla fiducia che ripone in lui il popolo italiano, lo stesso che nel 2008, appena due anni fa, lo ha eletto Presidente del Consiglio con una larga maggioranza. Il premier sostiene che il 60% degli italiani “è con lui”, ma la percentuale è molto più bassa, poco più della metà, secondo il sondaggio dell’Atlante Politico di Demos: 32%, il livello più basso negli ultimi due anni. Basta questo dato statistico a far scongiurare la possibilità di nuove elezioni a Silvio Berlusconi.

I due partiti leader di centrodestra (Pdl) e centrosinistra (Pd) attualmente raggiungono rispettivamente il 26% e il 25%; se si aggiungono ai conteggi la Lega, che può contare su poco più del 10%, a destra e Idv, Sel, 7% ciascuno, e Rc e Pdci a sinistra, il risultato sarebbe di un 40% per la coalizione di centrosinistra e 37% per la coalizione di centrodestra. Un’eventuale coalizione di centro, composta da Udc, Fli, Mpa e Api, sempre tenendo conto dei sondaggi di Demos, attualmente otterrebbe il 16% dei voti, compreso l’8% di Fli. L’attuale legge attorale quindi consentirebbe il trionfo politico di un centrosinistra “formato Ulivo”, che conquisterebbe la maggioranza dei seggi.

E’ chiaro che i sondaggi non sono elezioni, ma rilevano e talvolta orientano le opinioni dei cittadini, la cui fiducia nei confronti di Berlusconi appare nettamente in calo a causa dell’andamento dell’economia, dei deludenti risultati del governo, del federalismo annunciato e non ancora ottenuto, della questione immondizia a Napoli, sparita in dieci giorni e ricomparsa dopo altri cinque, della ricostruzione dell’Aquila, di cui i residenti non sembrano essersi accorti. E poi, i vizi del premier, le presunte relazioni con Ruby, Noemi Letizia e Patrizia D’Addario, delle quali sembra più compiacersi che vergognarsi. Due terzi degli italiani considerano questi episodi segni di debolezza per un Presidente del Consiglio, il quale, proprio per questo motivo, vorrebbe rinviare di un mese la prova della verifica parlamentare, spostando il voto a primavera.

Intanto, mentre Berlusconi si prepara per le eventuali nuove elezioni, tentando di  riconquistare la fiducia degli italiani, il suo partito, il Pdl, è impegnato nella ricerca degli 11 deputati che gli servono per ottenere la maggioranza a Montecitorio (attualmente dispone di 305 deputati, gliene servono 16 per la maggioranza, ndr). Una compravendita di voti a cui nessun cittadino con sani principi vorrebbe assistere, ma resa necessaria da interessi economici e politici che rendono intoccabili le poltrone del Parlamento. E’ lontana la democrazia della Grecia del IV – V secolo a.C.; la politica del nuovo millennio è fatta di scandali sessuali, dubbi finanziamenti, rapporti oscuri, leggi ad personam e riforme scriteriate.

Di Giuseppe Libertella

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