Ancora record d’ascolti per “Vieni via con me”. Maroni risponde polemicamente a Saviano.
Nuovo record d’ascolti per Vieni via con me, in onda il Lunedì in prima serata su RaiTre. La terza puntata del programma, condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano, è stata seguita da 9,7 milioni di persone, con uno share medio del 31,60% e picchi vicini a 11,4 milioni e superiori al 43% di share. Il tanto atteso intervento del ministro dell’Interno Roberto Maroni ha ottenuto, in chiusura, durante il dialogo con Fabio Fazio, un massimo di 10,7 milioni alle 22:08 e il 32,87%. Il ritorno in tv di Corrado Guzzanti, con l’elenco di battute “che non aiuteranno la trasmissione”, invece, ha raggiunto un picco di oltre 11,09 milioni di spettatori con il 36%.
Fazio ringrazia il pubblico e annuncia che lunedì prossimo l’ultima puntata andrà in onda fino a mezzanotte: “Siamo molto felici – afferma – di tutta questa attenzione e per ringraziare il pubblico che ci ha seguito con grande entusiasmo, abbiamo chiesto alla rete, che ha accolto favorevolmente la proposta, di andare in onda, con l’ultima puntata, eccezionalmente fino a mezzanotte. Sarà il modo per salutare, al meglio, tutte le persone che ci hanno seguito fino ad oggi”.
Dopo Bersani e Fini, durante la terza puntata è il ministro dell’Interno Maroni a leggere il suo “elenco”, caratteristica fondante del programma di Fazio e Saviano. Grande attesa e curiosità era stata manifestata nei giorni scorsi attorno alla risposta di Maroni a Saviano, che durante il suo classico monologo recitato nella seconda puntata aveva accusato la Lega di “interloquire con la ‘ndrangheta”. Più che un elenco tuttavia, le parole di Maroni hanno costituito un mini-comizio, nel quale il ministro ha elencato tutto ciò che ha fatto il governo e il suo ministero per combattere le mafie. “Le mafie si combattono arrestando i latitanti, sequestrando i patrimoni, contrastando la penetrazione nel tessuto economico”, dice. “L’ultimo che abbiamo catturato è stato Iovine. Mancano Michele Zagaria e Matteo Messina Denaro, ma il cerchio si stringe attorno a loro”. “E da oltre due anni colpiamo la criminalità organizzata al cuore del suo patrimonio economico”.
Non manca nel finale una risposta, con toni chiaramente polemici, a Roberto Saviano: “La ‘ndrangheta interloquisce con la Lega? Affermazione falsa e offensiva per i tanti che come me contrastano da sempre ogni forma di illegalità, ed è soprattutto smentita dalle recenti operazioni fatte in Lombardia contro la ‘ndrangheta, che hanno portato al coinvolgimento e persino all’arresto di esponenti politici di altri partiti ma non della Lega. Mi chiedo allora perché indicare proprio e solo la Lega?”.
Nel suo consueto primo monologo di apertura, lo scrittore casertano parla di ecomafie e, attraverso un grafico che compare nel maxischermo alle sue spalle, spiega che la montagna dei rifiuti illegali gestiti dalle organizzazioni criminali sarebbe la più alta del mondo, persino più alta del nostro Monte Bianco o del K2. “Le discariche sono piene, ma perché? – si chiede Saviano -. Si riempiono perché la Campania è la pattumiera dei rifiuti del Nord. E l’emergenza continua è il frutto del traffico dei rifiuti, che vale per le organizzazioni criminali miliardi di euro”.
Per Saviano la responsabilità della questione rifiuti è interamente politica, senza distinzione alcuna tra destra e sinistra: “Centrodestra e centrosinistra hanno cercato di risolvere il problema, tutti con esito drammatico: Antonio Rastrelli, Antonio Bassolino, Corrado Catenacci, Gianni De Gennaro, Guido Bertolaso, tutti, con responsabilità diverse, hanno fallito”. Le grandi aziende del Nord Italia affiderebbero lo smaltimento dei loro rifiuti, anche quelli tossici, alla camorra, che garantisce un prezzo concorrenziale rispetto alle imprese specializzate (0,08 euro contro 0,62 euro, ndr). Non solo. La criminalità organizzata riuscirebbe addirittura a “vendere”, sotto forma di fertilizzante, quei materiali. “Guadagno, sul guadagno”. E sul traffico, attacca Saviano, “guadagnano tutti, anche la politica”. “Quando ascoltiamo le risposte dei politici del Nord che dicono ‘non vogliamo la vostra spazzatura, sono problemi di Napoli’, in realtà non è così: la spazzatura di Napoli è di tutti, il Paese è unito, ragionare così è da codardi, miopi e in malafede”, conclude lo scrittore arrabbiato e amareggiato.
Insieme al ministro Maroni, l’altro ospite molto atteso della terza puntata era Corrado Guzzanti. Satira a tutto campo, da Berlusconi e Bossi, dal Pd a Masi. Battute rapidissime, che affondano i colpi sui politici nostrani, e sulla classe dirigente italiana in generale; come a voler dire che attualmente in Italia nessuno è “pulito”, nessuno si salva o si distingue dalla massa che ha come unico obiettivo l’interesse proprio e il facile guadagno, a discapito di tutto e tutti. Ecco alcune battute: “Berlusconi corrompe dei senatori: ‘mi hanno detto che erano maggiorenni’”. “La strategia di Tremonti: prima risaniamo i conti, poi vediamo chi resta vivo”. “Il governo dei fatti, catturato il pusher”. “La Camorra contro Saviano: la scorta ci impedisce un contraddittorio”.
Prima del monologo conclusivo di Saviano tocca ad altre due liste. Quella di Emma Bonino, che legge tutto ciò che viene fatto usando, abusando e strumentalizzando il corpo delle donne. “Anche le donne, quando fanno le sceme, sono sceme forte. Ma qualcuno ha scritto, le donne devono fare due volte le cose meglio per essere giudicate la metà. Per fortuna, non è così difficile”. E quella di Susanna Camusso, la leader della Cgil che legge i pensieri delle donne che lavorano.
Nel suo secondo, e conclusivo, monologo lo scrittore casertano parla delle mafie in Calabria, a Lamezia Terme. Più volte, parlando delle pressioni di un boss mafioso della famiglia Torcasio su un prete impegnato nel sociale, Don Giacomo, usa la parola “interloquisce”. E si senta ancora l’eco della polemica con la Lega. In studio, il pubblico lo sottolinea con un applauso. Il resto è la vicenda difficile, coraggiosa, quasi temeraria, di un sacerdote che cerca di “fare” assieme ai ragazzi disabili, in un palazzo sequestrato ai boss, in un territorio ad alta densità criminale.
Di Giuseppe Libertella

Author: Redazione Magazine (625 Articles)