RIFIUTI: E’ RISCHIO EPIDEMIA A NAPOLI. La Corte europea di giustizia condanna l’Italia per inadempimento.


rifiuti_NapoliUna  valanga di buste bagnate dalla pioggia che contengono rifiuti di ogni genere. Immondizia che fuoriesce dalla plastica e cammina lungo i marciapiedi. Odori insopportabili al passaggio, inquinanti e inquietanti che contano le ore per creare quella concentrazione ideale da trasformarsi in gas tanto potenti da invadere l’aria e divenire pericolosi. Al triste scenario della bella Napoli, negli ultimi giorni si aggiungono anche gli animali, irrimediabilmente attirati dal mangiare,a volontà per ogni genere, dai piccioni ai topi.

Il bilancio conta oltre tremila tonnellate di rifiuti vacanti, dimenticati lì, come per sbaglio, tra una popolazione  che tenta comunque di condurre una vita normale. Ma non si può vivere in maniera ordinaria, perché il rischio della grande epidemia è dietro l’angolo. E Napoli è ferma, immobile come un ritratto dell’800, perché non si passa. Le sue strade sono interrotte e il passaggio dei pedoni si fa complicato, e in molti evitano le strade più critiche che come zone minate proliferano più che mai, da un mese ad oggi.

Una delegazione di ispettori della commissione europea giunti nel capoluogo campano questa mattina, dopo aver preso visione della situazione ha affermato che “dopo due anni la situazione non è molto diversa. I rifiuti sono per le strade, non c’è ancora un piano di trattamento e gestione della differenziata”. Ma c’è di pìù. Pare che di un decreto che avrebbe dovuto portare una soluzione provvisoria alla questione campana, non ce ne sia traccia. E una nota del Quirinale che di certo non scioglie i nodi del complesso e confuso affare dice che “ La Presidenza della Repubblica non ha ricevuto il testo del decreto – legge sulla raccolta dei rifiuti e la realizzazione dei termovalorizzatori in Campania che sarebbe stato definito dal Governo”.

Il misterioso decreto del 18 novembre scorso, giorno della riunone del Consiglio dei ministri, avrebbe avuto come oggetto un piano di accelerazione per la creazione degli impianti termovalorizzatori, conferendo al presidente della regione Stefano Caldoro quei poteri commissariali, legati a quegli eventi di straordinaria urgenza.

Quindi, dopo la condanna della Corte europea di giustizia per il mancato adempimento delle leggi comunitarie che regolano l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti,  la responsabile della direzione generale Ambiente Pia Bucella, ha dichiarato di voler trarre le dovute conclusioni, con una particolare attenzione ai possibili pericoli che questa situazione comporterebbe nel territorio campano. Ma dalle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa, l’Italia rischierebbe, oltre la condanna, gravi multe.

Benchè l’assessore Paolo Giacomelli abbia dichiarato di essere in contatto con le Asl, a cui è stato chiesto di fornire informazioni sull’andamento sanitario provocato dai rifiuti, la situazione non sembra avere bisogno di grandi delucidazioni.

Le informazioni ci sono, e sono chiare come lo dimostrano le strade. Occorre svuotare Napoli dalla mondezza. Occorre raccogliere i rifiuti ed avviare il processo di smaltimento. Ma dove? Le discariche non ci sono e l’impianto di tritovagliatura sono al collasso. L’equazione rifiuto – smaltimento non ha soluzione. Sono queste le prossime urgenti domande a cui le autorità dovranno far fronte, e non solo in Campania.

Nicoletta Renzetti

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