Protesta contro Ddl Gelmini : scontri con la polizia, uova contro il Senato
Giorni di agitazione studentesca in tutta Italia, in coincidenza con la discussione in parlamento del ddl promosso dal Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini.
Proteste e cortei hanno attraversato la nazione coinvolgendo studenti delle scuole superiori, professori ordinari e ricercatori che già da quest’estate denunciavano il grave degrado che costituirebbe la riforma Gelmini. Da settembre, molti ricercatori hanno dichiarato l’indisponibilità a tenere le lezioni, per cui non sono retribuiti, causando la posticipazione dell’inizio dell’anno accademico e dimostrando così che molti corsi di laurea senza il loro lavoro non potrebbero nemmeno essere avviati.
In queste ore , mentre il ddl viene discusso in Aula, l’Onda ritorna a scalpitare, animata da nuova rabbia e fervore. Al grido “Ridateci il nostro Futuro!”la protesta ha coinvolto tutti gli atenei più importanti da Torino a Perugia, da Siena a Palermo.
A Torino, è stato occupato Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche e Palazzo Einaudi, sede di Giusrisprudenza e Scienze Politiche. Sul tetto di Palazzo Nuovo protestano i ricercatori che continueranno ad oltranza, fin quando non si giungerà ad una importante e definitiva riformulazione del decreto se non al suo ritiro.
Anche a Perugia i ricercatori protestano sul tetto della mensa universitaria, così come a Salerno,“per opporsi in maniera visibile all’approvazione di una riforma che non investe sull’università pubblica, non garantisce il diritto allo studio per tutti, concentra il potere decisionale delle università nelle mani di pochi e non offre giuste prospettive di carriera ai giovani studiosi”.
Sedici scuole pubbliche sono state occupate a Palermo insieme alla Facoltà di Lettere e Filosofia e per domani è prevista una assemblea di ateneo sul tema.
Se a Firenze è stato organizzato un partecipatissimo Flash Mob in Piazza San Marco, a Pisa la protesta ha bloccato il traffico rendendo la città impraticabile per alcune ore. Un migliaio di studenti ha invaso cinque ponti sull’Arno, rendendo di fatto difficoltosi gli spostamenti per il centro cittadino, e sono state occupate le facoltà di Scienze, Scienze Politiche, Giurisprudenza, Lingue, Lettere, Economia e Ingegneria. Circa 2000 studenti si sono poi inoltrati nell’aereoporto Galileo Galilei, occupando le piazzole accanto alle piste e impossibilitando così la normale operatività della struttura.
A Siena, un centinaio di studenti protesta sui binari della stazione, bloccando e rallentando la viabilità dei treni regionali.
Ma è Roma il fuoco della protesta, dove l’altissimo numero di partecipanti ha attraversato la città fino agli edifici istituzionali. Il corteo è giunto a Palazzo Madama, sede del Senato. Qui lanci di fumogeni e uova contro i portoni hanno preceduto l’azione di cinquecento studenti che hanno forzato e superato le barriere di sicurezza e sono riusciti a penetrare nell’edificio, fino all’atrio dove sono poi stati respinti.
Il corteo si è poi avviato a Palazzo Grazioli, dove risiede il Presidente del Consiglio Berlusconi a cui si rivolgevano chiedendone le dimissioni.Ma a pochi metri dalla struttura i manifestanti sono stati respinti dalle forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. Ultima tappa: Montecitorio. Qui alcuni studenti hanno lanciato un petardo, a pochi metri dal sit-in organizzato dai manifestanti.
Il bilancio della giornata ha portato 2 arresti, 10 manifestanti contusi e 27 denuncie di cui 8 sono a carico dei probabili responsabili accusati della parziale incursione a Palazzo Madama.
Schifani ha già annunciato che saranno avviati tutti gli accertamenti. Come sia stato possibile che gli studenti abbiano potuto oltrepassare le barriere di sicurezza con relativa facilità è ancora poco chiaro e il presidente afferma di aver già chiesto spiegazioni al Ministro dell’Interno Maroni.
Lo stesso Presidente del Senato si è poi espresso contro questi fatti, ritenuti “intollerabili” se colpiscono l istituzioni di cui tutti i cittadini sono titolari, fermo restante il diritto alla protesta. Parole di solidarietà dal Presidente della Camera Fini che descrive gli eventi, in una nota a Schifani, di “inaccettabile violenza”.
Per il Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che nei mesi precedenti aveva definito le proteste “fisiologiche”, ha dichiarato che gli studenti protestando non fanno altro che difendere i baroni, i privelegi e gli status quo che la sua riforma invece tende a scardinare. Aggiunge inoltre, che le proteste degli studenti sarebbero ”strumentalizzate” dai leader della sinistra che si dimostrano irresponsabili e irrispettosi verso il lavoro in Aula.
Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha infatti partecipato attivamente alle proteste, salendo sul tetto della facoltà di Architettura a Roma a fianco dei ricercatorin protestatari ,definendo il ddl Gelmini come ”un disastro omeopatico, smantella l’università pezzo a pezzo”.
In merito il Ministro Gelmini commenta: “A Bersani dico che non basta salire un’ora sul tetto per far dimenticare come la sinistra ha ridotto l’università pubblica in Italia. Per anni la sinistra ha impedito, per motivi culturali, che nelle università venisse premiato il merito. Sono stati umiliati i migliori per promuovere parenti e amici. È da respingere il tentativo maldestro di alcuni di addebitare al governo o ai tagli l’inefficienza del sistema universitario”.
Di Giulia Ventimiglia

Author: Redazione Magazine (625 Articles)