Colloquio Carfagna-Berlusconi. “Pace fatta, Mara resta”
Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha ritirato le sue dimissioni. “Ieri (24 Novembre, ndr) ho avuto un lungo colloquio con il presidente Berlusconi – ha detto la Carfagna – che ringrazio per la sua disponibilità a comprendere i problemi. Quanto ai problemi con il Pdl, oggi (25 Novembre, ndr) vedrò i vertici del partito”.
“La misura era colma. Ho fatto la mia scelta e sono obbligata ad andare avanti, quale sarebbe l’alternativa? Vivacchiare, facendo finta di niente? No, mi dispiace, non mi interessa”, queste le parole pronunciate nei giorni scorsi da Mara Carfagna in seguito alla polemica sulla gestione dei termovalorizzatori di Napoli e Salerno e agli scontri verbali avuti con i deputati campani che fanno capo a Nicola Cosentino. Aveva ribadito di non poter “cedere” per una “questione di dignità”, aggiungendo tuttavia di non volere “la rottura a tutti i costi” e dicendosi “disponibile a ricucire, purché arrivino risposte concrete”. Le “risposte concrete” sono arrivate, dopo il colloquio con il premier, il quale ha dichiarato: “Con Mara è tutto risolto, non va via dal Pdl”.
Oltre il disaccordo con Cosentino sulla gestione dei termovalorizzatori campani, la Carfagna aveva dichiarato di sentirsi “delegittimata” perché “ci sono altri che contano, perché sono donna e vorrei vedere cosa sarebbe accaduto se le stesse questioni le avesse sollevate un uomo”. Ma il colloquio con Berlusconi sembra aver risolto tutto, visto che il ministro oggi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi sulla campagna contro le mutilazioni genitali femminili, afferma che “il presidente Berlusconi ha dimostrato con fatti concreti la sua grande fiducia nelle donne portandone ben cinque al governo”.
Un problema in meno dunque per il presidente Berlusconi, che si appresta a chiedere la fiducia al Parlamento. La situazione del paese rimane delicata, il governo, nonostante la Carfagna abbia ritirato le sue dimissioni, è sempre in crisi e la protesta degli studenti italiani, contro il Ddl Gelmini non sembra placarsi; anzi, i toni sono sempre più accesi. La Carfagna ha avuto le risposte che chiedeva, il paese le attende impazientemente.
Di Giuseppe Libertella


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