Wikileaks rivela il pensiero Usa sui leader mondiali : “ Berlusconi incapace e vanitoso”


Julian-Assange-006Le grandi cene, le strette di mano, i sorrisi, i delicati rapporti tra consolati e le comunicazioni ufficiali dei governi; in un attimo Wikileaks, il sito di libera informazione gestito dall’hacker Julian Assange, spazza via secoli di formalità pubblicando i documenti riservati della diplomazia americana.

Rilanciati su internet da El Pais, New York Times, Guardian e Le Monde, gli olltre 200mila documenti, di cui 3.012 sull’Italia, sono destinati a scatenare un vero e proprio tsunami sulle relazioni internazionali.

Da ieri sera i portali di informazione di tutto il mondo sono in fibrillazione, sommersi dalla miriade di commenti e giudizi impietosi su primi ministri, presidenti e uomini di spicco occidentali, provenienti dagli States. Ce n’è per tutti, nessuno escluso, una vera e propria “ stele di Rosetta” che ci da la chiave per interpretare lo sguardo d’oltreoceano sul vecchio continente; un flusso di coscienza che sfonda la cortina fumogena dell’ufficialità per incombere come un macigno sull’opinione pubblica mondiale.

Ed eccoli in fila i potenti, dipinti come marionette, satiri e dittatori ipocondriaci.  Il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi è ”incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno’‘, scrive l’incaricata d’affari americana a Roma Elizabeth Dibble.

”E’ fisicamente e politicamente debole, e le frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza”. Tutto il contrario insomma di quanto viene da anni raccontato dagli ambienti vicino al premier, da sempre pronti a giurare un accresciuto apprezzamento della leadership italiana da parte americana.

Da quanto trapela inoltre sembrerebbe che Hillary Clinton, segretario di Stato americano, abbia chiesto all’inizio del 2010  informazioni su eventuali ”investimenti personali” del premier e di Vladimir Putin – di cui Berlusconi sembra essere ”il portavoce europeo” – che ”possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi”.

“Complimenti” anche per Il cancelliere tedesco Angela Merkel, la quale ”evita i rischi ed è raramente creativa”, mentre Nicolas Sarkozy viene indicato come “l’imperatore nudo”.

Decisamente poco lusinghiere le descrizioni degli altri “grandi” ; Vladimir Putin,  “ alpha dog”, viene visto come il maschio dominante all’interno di uno stato, la Russia, “ dominato dalla mafia” in cui Medvedev ” fa la parte di Robin rispetto al Batman di Putin “. il presidente afghano Hamid Karzai è “ispirato dalla paranoia” e il fratellastro Ahmed Wali Karzai un ”corrotto e un trafficante di stupefacenti”. Parole dolci anche per un altro amico fraterno del premier Berlusconi, Muhammar Gheddafi, ”il dittatore piu’ longevo del mondo”, definito un ‘‘ipocondriaco” che non gira mai senza la sua infermiera, ”una voluttuosa bionda” con cui ha ”una relazione”.

Un disastro diplomatico che si estende a macchia d’olio ma non solo; le rivelazioni di Wikileaks, come afferma Massimo Razzi su Repubblica.it “hanno anche segnato una svolta storica per l’informazione. La data del 28 novembre 2010 sarà ricordata come il giorno in cui tutto o quasi si spostò, si svolse, si evolse e venne raccontato su internet o, quantomeno, a partire da internet.”

Una spinta decisiva per l’affermazione del diritto dei cittadini a sapere, contro la manipolazione ed il news management dei governi e delle amministrazioni, in quello che – riportando il titolo dell’articolo di Razzi – verrà ricordato come “ il giorno che cambiò l’informazione”.

di Mattia S. Gangi

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