INARRESTABILE ONDA STUDENTESCA. Contro la riforma Gelmini mobilitazioni di massa sino al voto finale.
E’ tempo di mobilitarsi. Lo dicono le organizzazioni studentesche che scendono in piazza da nord a sud. Lo dicono i risultati provvisori alla Camera, lo dicono gli errori dei votanti che erroneamente votano contro se stessi. A dirlo è il nostro stivale dall’aspetto malandante, che zoppica e non trova un consenso.
Allora i giovani camminano, vicini come fa da sempre chi non è contento, chi protesta, quando i conti proprio non tornano. Lo fanno anche i ricercatori per dire no ai tagli, lo fanno gli studenti delle scuole dell’obbligo perché sono preoccupati, perché il futuro redatto nelle proposte di legge, a loro suona come un boomerang, destinato comunque a tornare indietro. E con quel poco di fiato che rimane dentro, si spera che qualcosa cambi, si è in attesa, come in un limbo, come in una camera sterile, mentre i grandi discutono.
La mobilitazione studentesca muove i suoi primi passi il 17 novembre scorso, nella giornata mondiale dello studente, alla veglia di quella che si prospetta come la possibile approvazione della riforma Gelmini. Si contano circa 100 cortei da Torino a Palermo, passando per Cagliari. Oltre duecentomila giovani mobilitati. A Roma il corteo è partito dalla Sapienza, con l’approvazione del rettore Luigi Fratti. Poi, deviando il tragitto ufficiale, sulle note di Bella Ciao, via verso Montecitorio. Milano sfodera la sua frase migliore. Il “No Gelmini day” esordisce con “dovete darci il denaro”, “ siamo tutti sulla torre. Diritti per tutti”. Il corteo ha percorso le strade del centro, destinazione provveditorato agli studi. Poi la volta di Torino, che ha bloccato la Stazione di Porta Nuova, congestionando il traffico ferroviario. E poi Napoli, Caserta, Salerno. In Puglia sono state undici le città interessate dalle manifestazioni. Palermo si fa strada e dice “riprendiamoci il futuro contro i tagli Gelmini”.
Poi, il 25 novembre scorso accade qualcosa che spiazza. Il Governo viene messo ko alla Camera, da un emendamento presentato da Futuro e Libertà, esattamente all’articolo 16 del testo di riforma dell’Università. L’approvazione, accolta con 282 voti a favore, 261 contrari e 3 astenuti è stata acclamata dall’opposizione. Ma c’è di piu. A seguito del voto, il Governo dichiara di aver votato contro se stesso. Maria Stella Gelmini e Angelino Alfano votano per sbaglio a favore dell’opposizione. Errore immediatamente denunciato dagli stessi con richiesta di correzione. Così, il voto finale di Montecitorio è slittato ad oggi, martedì 30 novembre.
Così, i giovani si mobilitano ancora, come a voler spendere le ultime parole prima del verdetto, scendere in piazza prima che tutto si concluda, centellinando le ore. Si sono fatte massicce le manifestazioni, la parola d’ordine è stata in molte città, quella di posizionarsi nei luoghi simbolo, a Roma il Colosseo, Pisa ha occupato la Torre Pendente facendo calare striscioni e fumogeni, a Torino la Mole Antonelliana. E quella di oggi è un’altra giornata all’insegna della protesta. Gli studenti stanno manifestando contro i tagli dell’89% al fondo nazionale per il diritto allo studio, ai tagli regionali. E già si pensa alle occupazioni e ai cortei in vista del 14 dicembre.
Nicoletta Renzetti

Author: Redazione Magazine (625 Articles)