“Nowhere Boy”: il ritratto di John Lennon adolescente
A pochi giorni dal trentennale della morte di John Lennon esce in Italia (dal 3 dicembre al cinema) l’atteso bio-pic “Nowhere Boy”. Il film racconta la vita adolescenziale (pre-Beatles) di Lennon, considerando un arco di tempo molto breve (dai 15 ai 17 anni) e attinge principalmente dal libro “Imagine This – Io e mio fratello John Lennon” di Julia Baird, una delle due sorellastre con cui John condivise la madre comune, Julia Lennon.
Diretto dall’esordiente Sam Taylor-Wood, artista concettuale del movimento “Young British Artists“, e sceneggiato da Matt Greenhalgh, (già apprezzato per “Control”, bio-pic sul frontman dei “Joy Division”, Ian Curtis), “Nowhere boy” è la storia di John (Aaron Johnson), un turbolento quindicenne nella Liverpool del 1955. Abbandonato dai genitori all’età di quattro anni, vive con la severa zia Mimi (Kristin Scott Thomas), che lo vorrebbe crescere come un bravo ragazzo borghese e studioso. Ma John Lennon è destinato a fare ben altro nella vita: ritrova la madre Julia (Anne-Marie Duff) che lo introduce al rock ‘n’ roll e gli insegna a suonare il banjo, forma la sua prima band, “The Quarrymen” e conosce un tale Paul McCartney (Thomas Brodie Sangster) che suona la chitarra al contrario. Ma l’infanzia di John si concluderà in modo tragico, prima di condurlo a quel percorso che lo ha consegnato alla storia.
Storia di rapporti incrociati tra John, sua zia Mimi e sua madre Julia sullo sfondo di una Liverpool pronta a pulsare di rock’n’roll. Sam Taylor-Wood prova a raccontare la genesi del mito attraverso le due donne (con le loro personalità forti e contrastanti) che hanno guidato (e segnato) Lennon nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Romanzato con gusto, il film apre con una bella sequenza onirica, ma prosegue senza grandi sorprese, passando in rassegna le varie tappe (John che ritrova la madre, il primo concerto dei “Quarrymen”, l’incontro con Paul..) che ogni beatlesiano conosce. Intorno a questi avvenimenti, ormai storici, si sviluppa il dramma familiare a tre, con i giusti tempi cinematografici e le giuste svolte, come un compitino fatto troppo per bene. E così, anche se fotografia e i costumi rendono giustizia alla vicenda, la pellicola si avvicina ad uno standard di film tv troppo “politically correct” (proprio la BBC ha trasmesso nel 2010 “Lennon Naked”, film tv che racconta la vita di Lennon tra il 1967 e il 1971).
Ma il mito Lennon è difficile da resistere: se ci vogliono diversi minuti di film per convincersi che l’Aaron Johnson che stiamo guardando è John Lennon, dopo l’inevitabile confronto iniziale bisogna ammettere che Johnson è piuttosto bravo (per la parte ha imparato a cantare, suonare la chitarra e a parlare nel dialetto di Liverpool), e gli occhiali e il look accattivante sono la ciliegina sulla torta. “Nowhere boy”, è una tappa obbligatoria per ogni fan che si rispetti, un film corretto, adeguato anche per chi vuole conoscere le origini del mito…senza tante sorprese o pretese. John Lennon avrebbe osato di più.
Marco Aresu

Author: Redazione Magazine (625 Articles)