Nichi Vendola: l’uomo che potrebbe eliminare il Pd
“Massimo, è arrivato il momento di dirlo in pubblico: questo Pd ha fallito. Dobbiamo ricominciare da capo offrendo un patto a Nichi Vendola prima che sia lui a sconfiggerci”. Queste le parole pronunciate la settimana scorsa a Massimo D’Alema da parte del suo braccio destro, il senatore Nicola Latorre, durante la cena per i 59 anni di Gianfranco Vissani, tenutasi proprio nella casa del noto cuoco italiano.
Il 14 dicembre, la fatidica data che potrebbe sancire la fine del governo Berlusconi, si avvicina; il centrosinistra riflette sull’elaborazione di nuove strategie, in vista di possibili elezioni anticipate. Prima di pianificare l’eventuale prossima campagna elettorale, però, bisogna delineare la leadership interna al Pd: un duello alle primarie tra Bersani e Vendola potrebbe danneggiare il maggior partito d’opposizione e soprattutto la figura dell’attuale segretario, vista l’esponenziale crescita di popolarità nei sondaggi del governatore della Regione Puglia. Il corso degli eventi e le nuove strategie potrebbero portare addirittura ad un clamoroso cambio di ragione sociale e di nome.
Un Partito democratico di sinistra, il cui acronimo fa per l’appunto Pds, come il partito fondato da Achille Occhetto vent’anni fa, nel febbraio 1991. L’ala più radicale del Pds poi, ammainando la falce e il martello, diede vita a Rifondazione Comunista. Tra questi irriducibili dell’estrema sinistra italiana vi era un giovanissimo, ma già amato dai compagni, Nichi Vendola, che potrebbe tornare protagonista vent’anni dopo.
Il governatore della Puglia glissa sull’argomento e fa sfoggio della sua prorompente cultura, citando il sommo Machiavelli. “Risale a Machiavelli l’evocazione di un Principe che potesse unificare il territorio nazionale e segnare l’uscita dalle piccole patrie, con le loro ridicole signorie”, ha spiegato durante la presentazione di un libro sull’unità nazionale. Si mostrano invece contrari ad un ingresso nel Pd i vendoliani, che dichiarano apertamente: “Non ci caschiamo: l’offerta di entrare nel Pd in questa situazione per noi è una trappola”.
L’Italia ha bisogno di volti nuovi, di un uomo che possa portare innovazione e nuova linfa vitale ad un Paese “scarico”. Il prezzo da pagare per la sinistra italiana potrebbe essere alto, molto alto: niente più Pd, addio ai sogni di gloria dei vari Franceschini, Veltroni e Bersani, ma un uomo con le idee chiare, che, seppur fermo nella sua posizione radicale, potrebbe rappresentare l’ultima ancora di salvezza per una sinistra allo sbaraglio.
“Comunque vada, a sinistra Nichi ha già vinto. E spera di muoversi nelle prossime elezioni con lo schema a lui più congeniale: il modello pugliese. Una partita a tre, una sinistra guidata da lui, un centro forte e la destra Pdl-Lega: com’è noto, alla fine ha vinto lui”, profetizza il rutelliano Pino Pisicchio.
Di Giuseppe Libertella

Author: Redazione Magazine (625 Articles)