L’Italia è poco “green”


green economyLa crisi economica e sociale che ci sta colpendo non fa altro che danni. Posti di lavoro inesistenti, sfruttamento, povertà e rivolte.
Invece di puntare sulla ricerca e sull’uso di forme di energia alternative – mossa, questa, praticata da diversi Paesi nel mondo – l’Italia si chiude nel buio. Siamo al 41° posto su 60 nella graduatoria degli Stati che emettono più anidride carbonica.

Lo dice la classifica dell’associazione non governativa Germanwatch che, insieme a Can Europe e Legambiente, stila una classifica mondiale ogni anno e che piazza l’Italia in una posizione decisamente bassa. L’anno scorso eravamo al 44° posto; quest’anno siamo saliti “grazie” alla crisi, ovvero più aziende chiuse meno anidride carbonica.

Per quanto riguarda le politiche ambientali, l’Italia si trova al 58° posto. Pare investa pochi soldi nella cosiddetta green economy. Maurizio Albrizio, responsabile a Bruxelles di Legambiente, afferma: “Tutti i Paesi che si stanno riprendendo dalla crisi stanno investendo in questo. Prendiamo, ad esempio, la Cina e gli Usa. La Cina, che è al 56° posto in politiche ambientali, ha investito in green economy 230 miliardi di dollari. Così gli Stati Uniti: al 54° posto, hanno investito 80 miliardi. L’Italia nulla”.

Pensiamo, invece,al Brasile: un Paese enorme, eppure al 4° posto per l’uso intelligente dei biocarburanti e per il contenimento della pratica della deforestazione. E noi?

Viviana Lucca

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