Appello di Berlusconi prima della fiducia: “Tutto è ammissibile ma non la rottura”
“Non vorrei farmi male alle mani, applaudendo agli interventi, visto la mia età catacombale”.
Esordisce così il Presidente Berlusconi, in riferimento polemico alle parole di Casini, nel suo atteso discorso alla Camera delle 19.00, approfittando di quelle che potrebbero essere le battute conclusive del suo terzo esecutivo. Domani infatti verrà votata la fiducia al governo, a conclusione della maratona politica di queste ultime settimane.
Berlusconi ringrazia subito gli onorevoli delle opposizioni e della maggioranza, per gli interventi costruttivi, declinando invece le critiche da lui definite “pretestuose” di coloro a cui ritiene di aver già risposto sufficientemente. ”Non voglio rispondere alle critiche, la voglia è tanta ma me la tengo.”
Il premier preferisce invece rivolgersi direttamente “agli onorevoli eletti nelle liste del PDL nel 2008”, appellandosi al loro senso del dovere, affinché non dimentichino gli impegni presi con gli italiani e i tanti progetti realizzati efficacemente, come il bipolarismo, ottenuto attraverso la “grande famiglia” del Popolo della Libertà, e la formazione di un governo riformatore che non ha “affatto demeritato la fiducia degli elettori”, viste le difficoltà del momento storico.
Si rivolge agli onorevoli del FLI in particolare, senza mai nominarli direttamente: “ogni forma di dissenso all’interno di un partito è ammissibile, ma
non le alleanze grottesche con la sinistra” e ancora “ tutto si può fare ma non tradire gli elettori” che pure li hanno eletti in quella stessa maggioranza che ora vogliono distruggere.
Il Presidente del Consiglio si appella al senso di responsabilità degli onorevoli, al fine di scongiurare “una crisi al buio”, dannosa e improduttiva per il paese. Il premier aggiunge che ottenuta la fiducia, il governo inaugurerà una nuova fase politica caratterizzata dal dialogo con le parti sociali.
“Il nostro è da sempre il governo dell’ascolto” precisa, tra la condivisibile perplessità delle opposizioni visto il trattamento riservato in queste ultime settimane ai contestatori della Riforma Gelmini.
Tanti gli impegni ancora da rispettare “insieme”, in quanto grande maggioranza moderata, come ad esempio le importanti riforme istituzionali, su cui già esisterebbe un’intesa. Tra queste il premier specifica l’ampliamento dei poteri del Presidente del Consiglio e il superamento del bicameralismo.
Berlusconi si dichiara poi disponibile a lavorare alla riforma elettorale, richiesta da più parti politiche, purché si mantenga il bipolarismo che non solo garantirebbe agli elettori di sapere, a suo dire, chi sarà il loro premier una volta espressa la preferenza, ma darebbe loro facoltà di valutare un programma sottoscritto con il proprio voto.
Il premier ritiene sua precisa responsabilità “ricomporre tutte le forze moderate”, da sempre un elemento di stabilità per il paese e aggiunge che “nessuno può essere così irresponsabile da distruggere una così rilevante forza politica”.
“Le divisioni- continua il premier- non sono affatto insormontabili e il popolo ci chiede di riunirci per il bene dell’Italia”. Berlusconi auspica quindi un nuovo patto legislativo con le forze moderate, aprendo a un dialogo con loro, al fine di stabilire “strada e strumento” per la realizzazione dell’importante e necessario progetto politico.
“Oggi non è in discussione la persona del Presidente del Consiglio”prosegue, ma a questo punto viene interrotto da un coro di ironica incredulità tra gli onorevoli, tanto da suscitare l’ilarità dello stesso Berlusconi che subito riprende: “No, non lo e’. E’ in discussione la stabilità e la governabilità del paese ed è per questo necessario ricomporre l’area moderata”. Il premier di dichiara quindi ottimista sul voto di fiducia di domani, perché “ragionevolezza e responsabilità vincono sempre l’irragionevolezza , l’irresponsabilità e gli egoismi interessati”.
In caso di sfiducia, conclude il premier rivolgendosi alle forze “separatiste” finiane, “il popolo italiano saprà, quando sarà il momento, valutare meriti e responsabilità.” Parole che suonano come un duro avvertimento.
Un discorso dunque calcato sulle stesse tematiche affrontate oggi al Senato nel discorso delle 9.oo, tanto da suscitare il commento sprezzante del capogruppo PD Franceschini : ” Dopo 4 ore di dibattito poteva almeno avere l’accortezza di non ripetere lo stesso discorso di questa mattina a palazzo Madama”.
È mancata la replica diretta del Presidente alla proposta in extremis del FLI, che prevedeva le dimissioni di Berlusconi prima del voto di domani e la creazione di una nuova formazione di governo di centro-destra al cui vertice, per espressa preferenza di Fini, ci sarebbe stato il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, oggi assente. La posizione del governo in proposito è stata però chiarita dal portavoce del Presidente del Consiglio Bonaiuti, che ha respinto ogni ipotesi di dimissioni per il premier.
Una promessa e un avvertimento rivolto soprattutto ai finiani, in un previsto discorso definito “mieloso”, dalla stessa ala moderata cui Berlusconi si rivolgeva.
Inizia così la notte più lunga per il premier Berlusconi, che dietro l’ostentata sicurezza, si prepara alla battaglia di domani.
di Giulia Ventimiglia

Author: Redazione Magazine (625 Articles)