Liberi i manifestanti fermati il 14 Dicembre. Alfano ispeziona la procura di Roma.
Scarcerati 22 manifestanti su 23, fermati a seguito della “guerriglia romana” del 14 Dicembre durante le procedure di voto di fiducia per il governo Berlusconi.
I giovanissimi manifestanti fermati, tutti dai 18 ai 32 anni, sono stati rilasciati giovedì : “si “approfondirà il reale svolgimento dei fatti e le accuse, anche alla luce degli elementi emersi nel corso dell’udienza”.
Le immagini dei violentissimi scontri, che hanno causato danni nel solo centro romano stimati 20 milioni di euro, sono ancora ben presenti nella memoria collettiva, fotografie di un paese messo in ginocchio dalla rabbia, dall’irrazionalità e dalla frustrazione per un governo che troppo spesso non ascolta. Un governo che si fa garante della volontà del popolo quando serve a legittimarne il potere in clima di crisi politica, ma molto meno quando occorre comprendere i motivi di una protesta così largamente condivisa e partecipata.
La legittimità dell’arresto per i fatti del 14 Dicembre è comunque stata riconosciuta dalla procura di Roma a tutti i manifestanti fermati ora rilasciati, eccezion fatta per il 32enne Mario Milucci imputato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato causato con 3 pietre da 2, 5 kg ciascuna.
La decisione dei magistrati di non convalidare il fermo non ha incontrato la piena soddisfazione del Sindaco di Roma Alemanno. Il primo cittadino ha affermato di parlare “a nome della città” nel “richiedere ben altra fermezza”da parte della magistratura. Per il sindaco non è “minimizzando la gravità dei fatti che si da il giusto segnale per contrastare il diffondersi della violenza nella città.” La replica decisa dell’Associazione Nazionale Magistrati ha ammesso la possibilità di critiche sull’operato della magistratura, ma ha respinto ogni altra affermazione insultante da parte del sindaco, il quale ha poi rinnovato il massimo rispetto per l’organo istituzionale della magistratura “al di là delle decisioni contestabili di alcuni suoi componenti”.
Il Pdl compattamente condivide la posizione del sindaco Alemanno. Per Cicchitto quello della magistratura è un “atto molto grave che rischia di essere un segnale di impunità” , mentre per Gasparri sarebbe “una scelta da irresponsabili tale da rendere vano l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine”.
Il Ministro della Giustizia Alfano ha immediatamente inviato ispettori alla procura di Roma al fine di accertarsi della correttezza nelle procedure di rilascio. Un’iniziativa che è stata definita dall’Associazione Nazionale Magistrati come “un’indebita interferenza, che rischia di pregiudicare l’accertamento dello svolgimento dei fatti”. In una nota l’Anm precisa che è compito della magistratura accertare le responsabilità individuali alla luce di fondamentali principi costituzionali come quello di non colpevolezza e di assoluta eccezionalità della custodia in corso di processo. “Sono principi che sovente molti politici ci ricordano in occasione di inchieste che toccano la pubblica amministrazione e che troppo facilmente vengono dimenticati in altre occasioni” conclude l’ Asm. Puntuale la controreplica di Alfano: “Io sto dalla parte dei cittadini, faccio solo il mio dovere” ed invita l’Asm a “non trincerarsi dietro un sindacalismo esasperato che difende sempre e comunque i magistrati.”
Anche il Ministro dell’Interno Maroni, chiamato a riferire in Parlamento sui fatti del 14 Dicembre, si dichiara contrario alla posizione assunta dalla magistratura in merito, sebbene la rispetti in quanto decisione istituzionale. Il Ministro ha rivolto il suo plauso alle forze dell’ordine che hanno “gestito in maniera oculata una situazione di criticità e hanno evitato conseguenze gravi” ed esprime la sua solidarietà e vicinanza ai 100 poliziotti feriti mentre cercavano di “porre fine a una guerriglia scatenata da gruppi violenti, da professionisti della violenza”. Il Ministro Maroni , nello stesso discorso al Senato, ha dichiarato il reale pericolo di reiterazione del reato da parte di questi “veri e propri delinquenti, che non perderanno la prossima occasione per creare violenza e terrore”, riferendosi con preoccupazione alla prossima settimana quando si voterà a Palazzo Madama il ddl Gelmini, causa principale della massiccia mobilitazione di studenti e precari. Il Ministro si è poi rivolto agli studenti, cui ritiene essere stata “garantita la libertà di espressione per chi voleva manifestare pacificamente “ affinché “si isolino i violenti” durante i cortei. Maroni respinge al mittente ogni sospetto avanzato dal Pd nei giorni scorsi di infiltrazioni nelle frange violente nella protesta, definendole “offensive” e pretestuose al fine di predisporre “facili strumentalizzazioni”.
Arriva nel frattempo la proposta del senatore Mantovani di estendere il Daspo (divieto di adesione alle manifestazioni sportive ndr) alle manifestazioni in piazza. Spiega Mantovani che l’estensione di questa misura sarebbe “uno strumento in più sul piano della prevenzione che permette di conoscere preventivamente e non sulla base di mere informative i soggetti da tenere a distanza dalle piazze”.
di Giulia Ventimiglia

Author: Redazione Magazine (625 Articles)