Presepi, mercatini e falò: l’Italia delle tradizioni natalizie


mercati-nataleCi siamo: Natale è ormai alle porte e fervono i preparativi per la festa più attesa dell’anno. La corsa all’ultimo regalo è cosa nota a tutti, anche a chi si organizza con largo anticipo: rimane sempre qualcuno di cui ci eravamo dimenticati oppure arriva un invito dell’ultimo momento a qualche tombolata tra amici e colleghi alla quale non ci si può proprio presentare a mani vuote. Eppure, nonostante lo stress di trovare qualcosa di adatto per tutti, riuscire a respirare la vera aria natalizia è sempre un piacere che ripaga delle corse e dei soldi spesi.

Al di là del fattore consumistico, nel nostro Paese tanti sono i modi per celebrare il Natale seguendo tradizioni antichissime. Per questa festa, come per molti altri aspetti della prassi religiosa, la cristianità ha ricalcato i solchi del paganesimo al fine di sostituire il culto antico, ormai parte integrante del sentire popolare, con il nuovo culto. Anche il tanto amato albero di Natale è in realtà frutto di una tradizione più antica di origine romana: le persone dei paesi nordici tagliavano un abete, lo portavano in casa e lo addobbavano di ghirlande e luci per festeggiare il solstizio d’inverno e la festa del Sole Invictus, fissata per il 25 dicembre dall’Imperatore Aureliano. Il cristianesimo si impadronì di questa usanza, fissò al 25 dicembre la data di nascita di Cristo e l’abete divenne il suo simbolo.

Non è raro trovare dunque, nelle celebrazioni natalizie, chiare ascendenze di sapore pagano. In molti comuni di diverse regioni italiane, come in Abruzzo, Molise, Liguria, si usano accendere falò per tutta la settimana che precede il Natale e fare fiaccolate. Esempi sono la festa del Maio di Baiano (Napoli), dove al termine di una gara viene issato e bruciato il castagno più grande, il Palio dei Pignalurars a Tarcento (Udine), in cui gli abitanti delle diverse frazioni del paese si sfidano in costumi trecenteschi con la corsa dei carri infuocati, dopo la quale si accende un grande falò epifanico sul Castello di Coja, la Faglia di Oratino (Campobasso) e la Carcavegia di Premosello-Chiovenda (Verbania). Molte sono inoltre le processioni in costume per le strade: anche queste fondono tradizioni pagane e tradizioni cristiane.

La tradizione dei mercatini di Natale, pur essendo presente in tutta la penisola, è incentivata soprattutto nel nord Italia: l’atmosfera natalizia che si respira nei comuni del Trentino Alto-Adige attira ogni anno migliaia di turisti che vogliono trovare regali originali e artigianali tra i banchetti. Bolzano, Merano, Vipiteno, Trento, Bressanone, Levico si illuminano a festa e diventano mete ideali per immergersi nel clima della festa. Altri mercatini di un certo rilievo si trovano a Bologna, Verona, Torino e a San Marino. È possibile trovare una guida completa ai mercatini di Natale in Italia e in Europa sul sito internet www.mercatini-natale.com.

Diffusissimi in tutta Italia sono invece i Presepi: artigianali o viventi, sono un appuntamento fisso per ricordare ogni anno la Natività. Borghi e città allestiscono presepi suggestivi, nonché veri e propri percorsi di visita. L’arte del presepe trova in Napoli il capoluogo ideale, ma non c’è posto in Italia che non vanti la realizzazione delle scene della natività. Ricordiamo, tra i presepi viventi, quello di Greccio (Rieti), città in cui San Francesco d’Assisi allestì il primo presepio vivente, Talamona (Sondrio), conosciuta come la città dei presepi, Frazione Paterno (Ancona), Casale Monferrato (Alessandria), Caserta. Non mancano poi ogni anno altri appuntamenti importanti, come l’accensione del grande albero di Gubbio (Perugia), o il Natale Subacqueo di Lerici (La Spezia).

E’ evidente che non manchino nel nostro Paese le possibilità di celebrare questa festa allontanandosi dal fattore consumistico. Siamo sicuri però che la corsa ai regali non sia diventato il nuovo fulcro del Natale e il resto non sia solamente un folcloristico contorno?

Vanessa Cappella

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Author: Vanessa (125 Articles)

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