Incontro con Eve La Plume tra bustini e seduzione
Eve è così, come appare sulla scena e come si immagina una donna d’altri tempi nella Monmatre di fine ‘800. Bianca nel corpo e eterea nella voce. L’abbiamo incontrata nel camerino di ZouZou dopo la sua performance del 14 dicembre durante la serata “Burlesque Cabaret” organizzata da “Le Zouzettes” e che ha visto anche la partecipazione dell’attrice Claudia D’Angelo. Il camerino caotico di cui lei si scusava era un’armonia di confusione di tessuti delicati.
Di Eve la Plume oramai si sa che è milanese e non francese come l’aspetto porterebbe a supporre, trentadue anni, un passato da stilista e numerose apparizioni al “Chiambretti night”. E’ una delle maggiori esponenti del Burlesque in Italia. I suoi spettacoli ruotano intorno ad un’atmosfera più che ad un corpo che si spoglia. “E’come se ricostruissi delle atmosfere,”- mi spiega “è onirico”.
Come nasce uno spettacolo di Eve?
“Nascono dal rintracciare una parte di me non espressa nella quotidianità, ma che in me esiste.” Non è stata Eve a cercare il Burlesque, ma è stato il Burlesque ad entrare in Manuela Porta travolgendola. “A me mancava una cosa, che inizialmente non sapevo che si chiamasse Burlesque; mi mancava un modo carino e delicato per affrontare l’erotismo. Poi ho capito che a molti accadeva la stessa cosa. La proposta andava solo in una direzione che era la pornografia. Ma io volevo qualcosa che trattasse l’erotismo come piace a me. Allora ho pensato che sarebbe stato bello fare uno spettacolino dal sapore vintage che non offendesse la morale; uno spettacolo che non si rifacesse all’immaginario moderno un po’ aggressivo. Inizialmente lo volevo fare con delle amiche che mi hanno mandato a quel paese. In Italia, il Burlesque non c’era, non se ne parlava. Quindi la prima volta che ho portato in scena lo “spettacolinio” non sapevo che era Burlesque.”
Quando hai capito che quello che tu chiamavi “lo spettacolino” poteva andare?” “L’ho capito subito, quando ho visto che le ragazze nel pubblico da serie iniziavano a sorridere. In quel momento ho capito che sarebbe diventato un lavoro”. E così il suo chiacchierare una sera davanti a un bicchiere di vino con delle amiche ha fatto sì che un ragazzo presente al tavolo credesse alla sua idea folle e la mettesse nel cartellone del suo locale milanese. Da quel momento Eve non si è più fermata e di strada ne ha fatta parecchia. Se il suo primo spettacolo era nato come un gioco e senza nemmeno avere un nome reale ora le sue performance sono un vero spettacolo di stile e ricercatezza.
Come nascono ora le nuove intuizioni? “Mi serve trovare una mia personalità che posso applicare a uno spettacolo e poi nascono gli elementi scenici. Ci metto tantissimo a preparare uno spettacolo, ci penso per mesi. Ora ho quasi paura del nuovo spettacolo. Sono sempre più critica.”
Noi la vediamo così: vicina allo spettatore, ma nello stesso tempo intoccabile, come le vere dive. Ma com’è Eve quando si toglie il trucco ed indossa gli abiti quotidiani? “Io sono molto simile a come appaio sulla scena. Sul palco sono solo l’esagerazione di tutti i miei aspetti”, nella vita di tutti i giorni “sono truccata come nella scena ed indossa abiti molto simile.”
Essere così, è stata un’ esigenza da sempre e a volte, in alcuni fasi di crescita, le sarebbe piaciuto essere come tutte le altre, essere “una voce nel coro”, ma proprio non ce la faceva.
Tante sono le donne che seguono Eve e che partecipano ai rari workshop che tiene soprattutto presso ZouZou perchè “Les Zouzettes sono così carine”. Quelle che vi partecipano sono donne “che probabilmente hanno vissuto degli anni in cui si sono mascolinizzate per essere lavorativamente pronte e poi si sono ritrovate a sentire la mancanza della femminilità. Inoltre si trovano dei canoni televisivi di donne che si sentono stupide a rifare. Quindi credo che tante donne stiano cercando una femminilità più personale e meno stereotipizzata” è per questo che si avvicinano all’arte del Burlesque. “Il Burlesque non è per ragazzine, bisogna avere una maturità per prendere in giro la sessualità. Le partecipanti hanno dai 35 anni in su; si vestono molto provocanti quando arrivano ed è giusto perché in quel momento si liberano.” Prendere in giro la sessualità: ecco che cos’è il Burlesque che Eve porta in scena. Non uno spogliarello, ma un ridere intorno alla cosa più naturale che ci sia: l’arte di sedurre e di essere sensuali.“La sessualità fa parte della normalità e è bello che ci sia la normalità e non l’eccezionalità dell’atto; la rappresentazione è un’altra cosa. La rappresentazione della sessualità, la presa in giro degli stereotipi è lo spettacolo. Tra le pareti di casa è bello fare le cose serenamente e semplicemente.”
E’ un’intensa chiacchierata quella con Eve. Il nome di questa sorprendente artista si può leggere al contrario senza subire variazioni, un po’ come lei che la vedi negli spettacoli sorridente e poi mantiene la stessa grazia, la stessa gentilezza una volta che la musica si è spenta. Prima di lasciare, ancora piena di curiosità, il camerino di Zouzou la domanda d’obbligo: quale è l’accessorio che assolutamente non può mancare nel Burlesque?”Il bustino.” Ora però, non posso lasciarmi sfuggire l’occasione di domandare ad una delle maggiori esponenti della seduzione, un consiglio su come sedurre un uomo. La risposta mi stupisce o forse no: durante il nostro parlare, la persona di Eve si è a poco a poco manifestata ai miei occhi. Con la massima espressione di grazie femminile mi risponde:“non saprei. Il mio uomo, ama molto di più la normalità, le cose semplici. Le cose artefatte non interessano”.
Lascio ZouZou e la perfetta organizzazione de Les Zouzettes pensando: “bene, forse ho qualche possibilità anche io allora”.
servizio di Federica Rondino
foto di Emanuela De Luca

Author: Federica Rondino (32 Articles)