Le farfalle “contemporanee” in esposizione al Macro di Roma


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“Are you really sure that a floor can’t be a ceiling?” “Sei proprio sicuro che un pavimento non possa essere anche un soffitto?”: è questo il titolo dell’opera vincitrice della quarta edizione del concorso Enel Contemporanea 2010 sul tema dell’energia, in esposizione al Museo d’Arte Contemporanea di Roma.

La spettacolare installazione vincitrice del concorso sarà visibile fino al 16 gennaio 2011 in una delle sale espositive più grandi d’Europa, la nuova sala Enel, inaugurata il 3 dicembre in contemporanea a quella dei nuovi spazi espositivi del MACRO progettati da Odile Decq.

L’opera realizzata dal duo olandese Lisbeth Bik e Jos van der Pol è animata da centinaia di farfalle di tutti i colori e di tutte le forme e consiste in una casa serra di vetro dalle linee molto minimali che ben si adatta agli spazi del MACRO e anzi ne diventa l’indiscussa protagonista attirando l’attenzione e la curiosità dei molti visitatori, sia grandi sia piccini. Un’architettura lineare e semplice ma allo stesso tempo un’opera viva, dove il battito d’ali delle farfalle, pur rimanendo all’interno dell’opera, inizia un ideale dialogo tra uomo e natura, tra opera d’arte e museo: il visitatore  può avere un contatto con le farfalle, conoscere la loro evoluzione, scoprire il loro mondo attraverso il micro-ambiente ricreato all’interno della serra e rimanere affascinato dai mille colori delle loro ali.

macro2I due artisti, che con quest’opera vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di adottare comportamenti eco-sostenibili, si sono ispirati alla Farnsworth House, opera del 1951 di Miles Van de Rohe, un monolocale trasparente in vetro e acciaio, che se da un lato mostra, dall’altro ripara all’interno; se per un verso è indipendente dalla natura, dall’altro è fortemente connesso con essa.

macro4Ed ecco che nell’opera “Sei sicuro che un pavimento non possa essere anche un soffitto?” la natura diventa spettacolo, le pareti di vetro forniscono una visuale completa della moderna casa-serra creata dall’uomo – che contiene i “nostalgici” insetti che hanno colorato le nostre infanzie – e dei visitatori al suo interno nonchè dello spazio museale.

Una natura composta da fiori, piante e farfalle, “utilizzate” perché notoriamente più sensibili alle conseguenze dei cambiamenti climatici e che nell’opera assumono un carattere fortemente simbolico, oltre il semplice rapporto uomo-natura.

Richiamando alla memoria l’effetto farfalla (che prende spunto dalla teoria del caos), secondo il quale un semplice battito d’ali può portare a una catena di eventi che conducono a trasformazioni del sistema di scala più ampia, sono proprio le farfalle di quest’installazione ad essere viste come gli ideali attori di idee di trasformazione, di cambiamento e anche di interazione sociale.

macro3Un battito d’ali per comunicare oltre l’arte contemporanea, oltre la natura, oltre l’eco-sostenibilità:  “Are you really sure that a floor can’t be a ceiling?” “Sei proprio sicuro che un pavimento non possa essere anche un soffitto?” è assolutamente da non perdere. Al MACRO fino al 16 gennaio 2011.

Articolo di Patrizia Tonin

Foto di Tancredi Gullò

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Author: Patrizia Tonin (26 Articles)

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