2011 Anno di celebrazioni. Quali sono le date da non perdere?


2011Non sarebbe azzardato definire il 2011 come l’anno degli anniversari. Eventi che seguono il naturale corso della vita, dalla nascita alla morte, intercalati da tragedie inevitabili e da fatti che segnano una svolta nel destino di una persona o dell’umanità. Scopriamo dunque quali sono le date da ricordare, quelle che molti segneranno sul calendario, ma che altri hanno scolpite nel cuore.

Molte ricorrenze di quest’anno riguardano la nascita di personaggi importanti, alcuni dei quali hanno avuto un ruolo di primo piano nella cultura e nella storia del nostro Paese. I primi 100 anni dalla nascita di Nino Rota, uno dei maggiori compositori italiani, saranno celebrati il 3 dicembre. Il 7 luglio sarà la volta dei 110 anni dalla nascita di Vittorio De Sica, uno dei maestri del Neorealismo e grande interprete della Commedia all’italiana. 140 anni sono passati dalla nascita di Grazia Deledda, nata a Nuoro il 27 Settembre 1871, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926. Un dovuto omaggio va inoltre a Italo Svevo, nato a Trieste il 19 dicembre 1861 (150 anni fa).

Grandi personaggi italiani ma non solo: Il 1° luglio Lady Diana, la “Principessa del popolo”, avrebbe compiuto 50 anni, se quella maledetta notte del 31 Agosto 1997, un incidente d’auto non l’avesse portata via.

Nel 2011 si susseguiranno gli anniversari di morte di personaggi noti e di prestigio. Il 24 Novembre verrà ricordato Freddie Mercury, il mitico frontman dei Queen, morto nel 1991 all’età di 45 anni. Alcune note personalità italiane verranno celebrate durante l’anno. Antonio Vivaldi, compositore e violinista italiano, morì il 28 luglio 1741, 270 anni fa. 110 anni sono passati invece dalla morte di Giuseppe Verdi (27 Gennaio 1901). Verdi fu un compositore italiano, autore di opere liriche conosciute in tutto il mondo, come “La Traviata” o “Aida”.

Camillo Benso, Conte di Cavour, politico e patriota italiano, si spense a Torino il 6 Giugno 1861, a meno di tre mesi dalla proclamazione del Regno d’Italia.

Il 17 Marzo 1861 nacque lo Stato Nazionale Italiano: si festeggiano quest’anno i 150 anni dell’Unità d’Italia. Numerosi gli eventi in programma in tutto il Paese, come i Musei aperti la notte del 16 Marzo e i 150 colpi di cannone che verranno sparati nella suggestiva cornice del Gianicolo, a Roma.bandiera_italia

Una grande vittoria per l’Uomo venne conquistata 50 anni fa (il 12 Aprile 1961): Jurij Alekseevič Gagarin, cosmonauta e aviatore sovietico, fu il primo uomo a volare nello spazio. Durante il volo, guardando dalla navicella ciò che nessuno aveva mai visto prima, comunicò alla base: “la Terra è blu [...] Che meraviglia. È incredibile”.

Due grandi tragedie verranno commemorate nel 2011: una percepita a livello mondiale, è entrata a far parte della storia contemporanea degli Stati Uniti d’America; l’altra, avvenuta in una frazione del comune di Frascati (Rm), ha cambiato la vita dei 21 milioni di spettatori che la seguirono in diretta tv. L’attentato terroristico alle Torri Gemelle da un lato, la morte di Alfredino Rampi dall’altro.

L’11 Settembre 2011 saranno trascorsi 10 anni da quella terribile mattina in cui 19 affiliati all’organizzazione terroristica di matrice islamica al-Qa’ida, dirottarono quattro voli civili. I dirottatori fecero schiantare due degli aerei sulle torri 1 e 2 del World Trade Center di New York. Il terzo aereo di linea si schiantò contro il Pentagono. Il quarto aereo, diretto contro la Casa Bianca a Washington, cadde in un campo nella Contea di Somerset (Pennsylvania), dopo che i passeggeri e i membri dell’equipaggio ebbero tentato di riprendere il controllo del mezzo. Oltre ai 19 dirottatori, vi furono 2974 vittime, mentre i dispersi furono 24.

L’altra tragedia è rimasta nel cuore di tutti gli italiani che, nel Giugno del 1981 (30 anni fa), seguirono la diretta televisiva di 18 ore, nella quale numerosi soccorritori cercarono invano di salvare la vita di Alfredo Rampi, detto Alfredino, un bimbo di 6 anni caduto in un pozzo artesiano. “Volevamo vedere un fatto di vita e abbiamo visto un fatto di morte – commentò Giancarlo Santalmassi durante l’edizione straordinaria del Tg2, il 13 Giugno 1981 – Ci siamo arresi, abbiamo continuato fino all’ultimo. Ci domanderemo a lungo prossimamente a cosa è servito tutto questo, che cosa abbiamo voluto dimenticare, che cosa ci dovremmo ricordare, che cosa dovremo amare, che cosa dobbiamo odiare. È stata la registrazione di una sconfitta, purtroppo: 60 ore di lotta invano per Alfredo Rampi”.

Eventi che riguardano tutti noi, che toccano da vicino coloro che li hanno impressi nella loro mente e nell’anima. Anniversari che si ripetono e che, come un orologio a pendolo, segnano inesorabilmente il tempo che avanza.

di Marianna Camillò

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