Non solo Nobraino all’Auditorium


petramanteOre 21:00, Teatro stadio dell’Auditoriurm Parco della Musica di Roma: si sta per aprire una serata coinvolgente ed entusiasmante; certamente non la prima nel contesto di Generazione X, rassegna nata dalla passione di Maurizio Viola e dedicata ai talenti della nuova musica italiana. Ad esibirsi quattro giovani gruppi emergenti: Nobraino, Underdog, This Harmony e Petramante. Sono questi gli artisti di maggiore rilievo che orbitano intorno all’etichetta discografica MarteLabel, costola musicale del fortunato progetto multiculturale MarteLive, nato su iniziativa di Giuseppe Casa e oggi attivo in tutta Italia.

Aprono le danze – anzi le musiche – i Petramante. La band orvietana porta nel Teatro Studio dell’Auditorium di Roma un’atmosfera calda, graffiante e confidenziale. Merito va reso alla voce avvolgente della cantante Francesca Dragoni che  è anche l’autrice di musica e testi di tutto il repertorio della band.  “Per mangiarti meglio” è il loro ultimo lavoro musicale. E’  un album che riassume  il percorso della band dalle origini ad oggi e che viene portato in tour sia in Italia che all’estero, su palchi sovente condivisi con grandi nomi come i Subsonica. Nel 2010 il progetto “Per mangiarti meglio” viene ampliato in chiave multi-sensoriale (tema da sempre caro alla band) con la creazione di “E per mangiarti meglio-video-corso di cucina casalinga musicato”.petramante2

A seguire, i This Harmony. La band nasce nel 2002 e ha avuto l’onore di aprire il concerto di Yann Tiersen. Il quartetto perugino propone un genere integralmente strumentale e in quanto tale perfetto nella sua completezza. Ascoltare i loro “frammenti” è un’esperienza che travolge per la quantità di sensazioni che questi giovani talentuosi sono in grado di scaturire con solo quattro strumenti e tanto estro. La dolcezza melodica del violino viene ora violentata ora accarezzata dall’elettricità della chitarra e dall’impetuosità della batteria. Il loro concetto di fare musica si va così totalmente a distaccare dalla concezione moderna, improntata sull’importanza del significato testuale, che racconta a parole le emozioni o si scaglia in critiche sociali. I pezzi dei This Harmony non ricorrono all’espediente testuale per raccontare emozioni. I loro pezzi diventano soggetto attivo e vivente e sono in grado da sé di comunicare ed emozionare senza alcuna parola.

20110125-DSC_4976 copyLa terza band ad occupare la scena è stata quella degli Underdog. Difficile inquadrare il loro genere, tanto che lo stesso Diego Pandiscia (voce e basso) la definisce ironicamente un “minestrone”. Il gruppo si compone di ben otto componenti per un totale di undici strumenti utilizzati (dal trombone allo xilofono). I suoni convivono insieme in una combinazione di tonalità jazzistiche e stili variegati e inusuali. Musicalmente vantano un gran punto di forza che è il contrasto sonoro tra le due voci del gruppo (Pandiscia e Wis’niewska e). Nasale e psichedelica quella di lui, aulica e armoniosa quella di lei. Barbara Wis’niewska è statuaria e pallida, con le sue movenze rigide e ritmate come un personaggio di Tim Burton. La femminilità, potenza e sensualità della sua voce la elevano, da bambolina timburtoniana, ad una Marylin Monroe post-moderna. Nel complesso, il tutto conferisce al gruppo un che di teatrale e surreale. La band è sulla piazza dal 2004, anno d’uscita di “ZENO”, seguito nel 2005 da “LIKE PEOPLE” e “SPECTRA”, nel 2006 da “UNTERWGS”, da “SPECTRA”, “MR. CONDOM”, “LUI CONTOR DI LEI” nel 2007, anno della vittoria del primo premio al MarteLive, e in ultimo nel 2009, “Keine Psychotherapie”. Questo ultimo lavoro, che letteralmente significa “senza psicoterapia”, contiene brani che manifestano tutta la varietà e il non inquadramento dello stile “minestrone” e, come spiega il cantante, esprime la voglia di imporsi così come sono, con le loro “storipiature” e loro uscite dalle righe degli schemi classici dei generi musicali, la loro voglia di non “curare” questo stile ibrido e maledetto. Niente psicoterapia, dunque.

E della serie dulcis in fundo,  al termine di una serata in cui tutti gli applausi sembravano già consumatinobrainoarrivano e fanno (ri)esplodere il pubblico, i Nobraino. Band folk rock e indie rock formatasi nel 2006, sono la punta di diamante dell’etichetta discografica MarteLabel, costola musicale del progetto MarteLive.  La band, che nasce come una squadra di basket (a quanto pare non troppo talentuosa), inizia a suonare  nei magazzini di una palestra nella bassa Romagna.  Di qui, il primo album dall’insolito nome “The best of Nobraino”  nel 2006 e a seguire “Nobraino live al Vidia club” nel 2007. Oggi, dopo soli cinque anni dal loro esordio, contano oltre 200 date all’attivo, premio come band rivelazione dell’anno al Martelive e molti altri riconoscimenti. La notorietà del grande pubblico è stata poi consacrata con l’invito a “Parla con me” di Serena Dandini, di cui sono stati ospiti nel 2010. I ragazzi hanno talento  e le loro prospettive artistiche sono chiaramente rosee.  Per capirlo, basta vederli sul palco. Kruger (voce) ha la grinta di un piccolo Freddie Mercury, la loro musica ha la malinconia e il realismo di stampo deandreiano, ma mescolata ad un’ironia in stile Elio e le Storie Tese. Il risultato è un umorismo cinico e lapidario, ma anche molto divertente. Al di là della loro vena artistica, la loro capacità intrattenitrice si rivela anche nella sceneggiatura. I costumi eccentrici di Fabbri (chitarra), Bartok (chitarra) e Vix (batteria) con occhialoni nerd colorati e cappellini in paillettes contrastano con la tenuta elegante in gilet ed abito scuro di Kruger, creano un divertente gioco di ruoli, improvvisato e vissuto sulla scena musicale. Non mancano poi i colpi di scena:  Kruger che si intrufola in mezzo alla platea e sedendosi in mezzo al pubblico smette di cantare per godersi l’esibizione della sua stessa band. Infine, sempre Kruger,20110126-DSC_5194 copy(2)conclude lo show con un rumoroso colpo di pistola che fa sobbalzare la platea, dando l’ennesima ed ultima scarica adrenalinica ai fortunati invitati di questa grande serata, conclusasi, dopo tre lunghe ore di grande musica, tra un poderoso scroscio di applausi.

Servizio di Giorgia De Nora

Foto di Federico Ugolini

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Author: Federica Rondino (54 Articles)

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