Al via il processo sul caso Ruby. Curriculum giudiziario del premier.
Silvio Berlusconi è stato oggetto di numerosi procedimenti penali, nessuno dei quali si è concluso, finora, con una sentenza definitiva di condanna. Alcuni procedimenti si sono conclusi con un’archiviazione, altri con l’assoluzione del premier; in altri ancora sono state pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna per reati quali corruzione giudiziaria, finanziamento illecito a partiti e falso in bilancio. Tuttavia il premier è sempre riuscito ad evitare la condanna definitiva giovandosi di alcune leggi, approvate dalla sua maggioranza parlamentare, volte a modificare di volta in volta il complesso sistema giuridico italiano.
In questo modo, dopo la sentenza in primo grado, sfavorevole a Berlusconi, i procedimenti non si concludevano con una sentenza di condanna, visto che la maggioranza di centro-destra nel frattempo in Parlamento lavorava alla modifica di pene e struttura di alcuni reati a lui contestati.
La prima inchiesta nei confronti del Cavaliere risale al 1983, quando la Guardia di finanza, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo le sue utenze telefoniche. Nel rapporto si legge: “È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane”. L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
E’ nel 1990 che arriva la prima condanna di Silvio Berlusconi da parte di un tribunale: la Corte d’appello di Venezia lo dichiara colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Nel settembre 1988, infatti, in un processo per diffamazione da lui intentato contro alcuni giornalisti, interrogato sotto giuramento Berlusconi aveva detto: “Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo [...]. Non ho mai pagato una quota d’iscrizione, né mai mi è stata richiesta”. Berlusconi però si era iscritto alla P2 nel 1978 (lo scandalo è del 1981) e aveva pagato la sua quota. Processato per falsa testimonianza, l’attuale presidente del Consiglio viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per l’intervenuta amnistia del 1989.

Silvio Berlusconi è stato accusato anche di concorso in corruzione, reato che sarebbe stato perpetrato mediante il versamento di alcune tangenti ad ufficiali della Guardia di Finanza impegnati in verifiche fiscali presso quattro aziende dell’imprenditore milanese. Gli episodi contestati sarebbero risaliti, secondo quanto prospettato dall’accusa, al 1989 (tangente per Videotime), al 1991 (Mondadori), al 1992 (Mediolanum) e al 1994 (Telepiù). In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza le attenuanti generiche, concesse invece in appello: prescrizione per tre tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa (comma II art.530 c.p.p) per la quarta (Telepiù). La Cassazione, nell’ottobre 2001, conferma le condanne per i coimputati di Berlusconi, i finanzieri Berruti, Sciascia, Nanocchio e Capone (dunque le tangenti sono state pagate), ma assolve Berlusconi per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l’insufficienza di prove.
Due sono stati invece i processi denominati “All Iberian”, il primo per finanziamento illecito ai partiti e il secondo per falso in bilancio aggravato. Per 21 miliardi (di lire) di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, passati attraverso la società estera All Iberian, Berlusconi è stato condannato il 13 luglio 1988, in primo grado a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione ha confermato la sentenza. Il processo All Iberian 2 invece si è concluso con l’assoluzione di Silvio Berlusconi (con formula perché il fatto non costituisce più reato in seguito alla riforma del diritto societario del Governo Berlusconi) emessa dal Tribunale di Milano il 26 settembre 2005.
Il reato di falso in bilancio è stato contestato a Berlusconi anche nel caso Lentini e nelle operazioni d’acquisto della società cinematografica Medusa. Nel primo caso è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi di vecchie lire dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l’acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio. Nel secondo caso è stato accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d’acquisto della società cinematografica Medusa, per non aver messo a bilancio 10 miliardi (di lire). Condannato in primo grado a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio, in appello è stato assolto con formula dubitativa, con conseguente conferma della Cassazione.
Berlusconi è stato accusato anche di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall’appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. Confermata in appello l’assoluzione per i due primi reati; assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l’amnistia.
Tra le accuse mosse a Berlusconi, (in questo caso insieme a Cesare Previti, Attilio Pacifico, Giovanni Acampora e Vittorio Metta), vi è anche il concorso in corruzione in atti giudiziari (art. 319 ter del codice penale), per aver pagato i giudici di Roma in modo da ottenere una decisione a suo favore nel giudizio d’impugnazione per nullità del Lodo Mondadori, dal cui esito dipendeva la proprietà della casa editrice. Il giudice dell’udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l’archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d’appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; concesse le attenuanti generiche, il reato dunque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti generiche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.
Nel processo SME invece l’imputato Silvio Berlusconi era accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l’acquisto della Sme e fu rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado si è concluso con condanne per Previti e Squillante, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto, reintrodotto per legge nell’ottobre 2002. Un’altra legge, il “Lodo Schifani”, votata nel giugno 2003, ha imposto la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio dei ministri, ma è stata bocciata dalla Corte costituzionale perché incostituzionale. Stralciata la posizione di Berlusconi dal processo principale, il Tribunale di Milano ha ritenuto provati i fatti di corruzione, lo ha prosciolto per prescrizione sui soldi pagati a Squillante (capo A) e assolto per insussistenza del reato di corruzione ai fini della mancata vendita della SME (capo B). Previti invece viene condannato.
Nel processo sulla spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest il premier era accusato di aver indotto la Rai, da presidente del Consiglio, a concordare con la Fininvest i tetti pubblicitari, per ammorbidire la concorrenza. La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.
Per quanto riguarda invece il caso delle tangenti fiscali sulle pay-tv, Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze per ridurre l’Iva dal 19 al 4 per cento sulle pay tv e per ottenere rimborsi di favore. La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice dell’udienza preliminare.
Le procure di Caltanissetta e Firenze, indagano da molti anni sui “mandanti a volto coperto” delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (a Firenze, Roma e Milano). Le indagini preliminari sull’eventuale ruolo che Berlusconi e Marcello Dell’Utri possono avere avuto in quelle vicende sono state formalmente chiuse con archiviazioni nel 1998 (Firenze) e nel 2002 (Caltanissetta). Continuano però indagini per concorso in strage contro ignoti.
Oltre le procure di Caltanissetta e Firenze, anche quella di Palermo ha indagato Silvio Berlusconi, per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Entrambe le indagini sono state archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza dei termini massimi concessi per indagare.
In Spagna Silvio Berlusconi, insieme ad altri manager Fininvest, è stato accusato di violazione della legge antitrust, frode fiscale e reati vari (quali riciclaggio di denaro) a favore dell’emittente Telecinco da lui fondata. Il processo è stato sospeso dal 1999 al 2006 per l’immunità di cui Berlusconi godeva nel paese in qualità di eurodeputato prima e di capo di stato estero poi; nell’aprile del 2006, anno in cui è subentrato al terzo mandato di Berlusconi il secondo di Prodi, il giudice Baltasar Garzón che per primo aveva avviato il procedimento ha riaperto il fascicolo a suo carico. Nel 2008 l’avvocato Niccolò Ghedini annuncia l’assoluzione del suo assistito.
Nel 2007, Silvio Berlusconi è stato indagato dalla procura di Napoli con l’accusa di aver corrotto l’allora presidente di RaiFiction Agostino Saccà e di aver istigato alla corruzione il senatore Nino Randazzo e altri senatori della Repubblica “in altri episodi non ancora identificati”. Secondo la Procura di Napoli, Saccà aveva il compito di piazzare in Rai le attrici raccomandate da Berlusconi, in cambio di un aiuto nella sua futura attività privata. Il 17 aprile 2009 il gip Pierfrancesco De Angelis ha archiviato il caso, poiché Saccà “non era da considerare un incaricato di pubblico servizio”.
Nel marzo 2010 Silvio Berlusconi, assieme al commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Giancarlo Innocenzi, è stato formalmente iscritto nel registro degli indagati della procura di Trani. Secondo il pm Michele Ruggiero Berlusconi avrebbe esercitato “pressioni sull’Agcom per arrivare alla chiusura di Annozero”. In altre intercettazioni della Guardia di finanza di Bari, invece, il premier si lamenterebbe anche di Ballarò e Parla con me.
Terminato l’excursus dei procedimenti giudiziari nei confronti del premier, si arriva al processo che prenderà il via il 6 aprile 2011. Le accuse sono conseguenti alla vicenda, ampiamente coperta dalla stampa, della allora diciassettenne Karima El Mahroug detta “Ruby Rubacuori”, arrestata per furto nel maggio 2010 a Milano. Dopo accertamento della minore età della giovane le autorità stavano procedendo con le normali procedure di affidamento dei minori, quando Berlusconi, intervenendo con un paio di telefonate, convinse le autorità ad affidare Karima El Mahroug a Nicole Minetti (consigliere regionale PdL), per evitare problemi diplomatici, affermando (fatto poi dimostratosi infondato) che la giovane fosse la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Ruby dichiarò di essere stata a feste e cene personali presso la villa di Berlusconi, e di aver ricevuto denaro in quelle circostanze.
Il 21 dicembre 2010 Silvio Berlusconi viene indagato dalla procura di Milano per concussione e prostituzione minorile relativamente alla vicenda. La procura procederà con giudizio immediato e ha notificato al premier un ordine di comparizione per il 21 o il 22 o il 23 gennaio, a cui non si è presentato. I magistrati sostengono di avere “prove evidenti” dei due reati, che sarebbero connessi in quanto il reato di concussione (la telefonata per interferire sulle procedure di arresto e affidamento di Ruby) sarebbe stato compiuto per coprirne un altro, ovvero quello della violazione della legge 38 del 2006.
Il 15 febbraio 2011 Silvio Berlusconi viene rinviato a giudizio con rito immediato con un decreto depositato dal giudice per le indagini preliminari Cristina Di Censo. La prima udienza è stata fissata appunto per il 6 aprile.
Di Giuseppe Libertella

Author: giuseppe (36 Articles)