Libia. L’Italia arma i ribelli e viola i patti con Gheddafi


Durante il vertice sulla Libia si è riunito oggi a Doha il noto “Gruppo di contatto”, istituito nel marzo scorso e composto da alti funzionari che rappresentano venti paesi e organizzazioni internazionali.

Presenti al vertice i rappresentanti dei paesi coinvolti nel conflitto, l’ex ministro degli Esteri libico Mussa Kussa e una delegazione del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi, che ieri ha ribadito le proprie condizioni per avviare una soluzione alla crisi: la rimozione di Muammar Gheddafi e dei suoi figli. Il portavoce dei ribelli, Mahmud Shammam, ha fatto sapere che l’obiettivo di Bengasi è ottenere il riconoscimento internazionale dell’assemblea provvisoria come legittimo governo della Libia.

Libia-ribelli-bengasi-

Durante il vertice il Gruppo di contatto sulla Libia ha deciso di fornire finanziamenti ai ribelli libici. “I partecipanti concordano che un meccanismo di finanziamento temporaneo potrebbe fornire al Cnt e alla comunità internazionale un modo di gestire le risorse per le necessità finanziarie a breve termine e i bisogni strutturali della Libia”, si legge nel comunicato finale. Poco prima il ministro degli Esteri Franco Frattini al termine della riunione aveva detto che nel Gruppo di contatto di Doha “si è aperta una riflessione importante che porta a menzionare” nel documento finale “aiuti materiali per l’autodifesa dell’opposizione: vuol dire armi, ma non solo, anche strumenti di comunicazione e apparati per l’intercettazione delle comunicazioni radio del regime. Vuol dire dare all’opposizione la possibilità di difendersi”.

Su questa riflessione, ha spiegato ancora Frattini, “non c’è un’unanimità di previsione, ogni paese potrà valutare come aiutare; si tratta ora di stabilire, come ritengo, se questo intervento non violi la risoluzione Onu oppure si”. Di certo, ha aggiunto Frattini, “alcuni Paesi stanno già decidendo di aiutare materialmente i ribelli a livello bilaterale” ma “il risultato importante raggiunto oggi è stato il riconoscimento che l’autodifesa dell’opposizione non può essere dimenticata”. “’Misurata - ha aggiunto Frattini – è una città martire, un disastro, una strage”. Per questo gli aiuti umanitari sono “una priorità, riconosciuta durante il vertice di Doha”. Fissare con priorità gli aiuti umanitari, sui quali l’Italia si è impegnata fin dall’inizio, è uno “degli importanti passi avanti riconosciuti nel corso del gruppo di contatto di oggi”.

L’Italia, dunque, non è contraria al fatto che vengano fornite armi ai ribelli: “Dobbiamo fornire tutti i mezzi possibili per la loro difesa”, ha assicurato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, che ha sottolineato che la risoluzione Onu 1973 che ha autorizzato l’uso della forza contro il colonnello Muammar Gheddafi “non ha vietato fornire armi ai ribelli”.

Tuttavia, prima dell’inizio del conflitto libico, l’Italia, non solo era uno dei principali partner commerciali della Libia, ma anche il maggiore esportatore europeo di armamenti al regime di Gheddafi. I Rapporti dell’Unione europea sulle esportazioni di materiali e sistemi militari certificano che nel biennio 2008-2009 l’Italia ha autorizzato alle proprie ditte l’invio di armamenti alla Libia per oltre 205 milioni di euro che ricoprono più di un terzo (il 34,5%) di tutte le autorizzazioni rilasciate dall’UE (circa 595 milioni di euro).

Nonostante il ministro degli Esteri Frattini abbia concesso la propria disponibilità a fornire armi agli insorti, lo stesso, a differenza degli altri colleghi europei, si è guardato bene dal dichiarare anche solo la sospensione temporanea dei rifornimenti di armi a Gheddafi.

Questo doppio gioco dell’Italia potrebbe far diminuire la già scarsa fiducia di cui gode il nostro paese sul piano internazionale. L’auspicio è che il ministro Frattini possa ponderare correttamente le sue scelte e collaborare con le grandi potenze internazionali per raggiungere l’obiettivo prefissato prima dell’inizio del conflitto in Libia: la cessazione del regime di Gheddafi e l’avvio del processo di democratizzazione.

Di Giuseppe Libertella

  • Print
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • Diigo
  • eKudos
  • email
  • LinkedIn
  • MySpace
  • PDF
  • RSS
  • viadeo FR
  • Wikio

Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...

Line Break

Author: giuseppe (36 Articles)

Comments are closed.