Guantanamo Bay: le nuove rivelazioni di Wikileaks
Lo scorso 24 aprile, Wikileaks ha iniziato la pubblicazione di 779 documenti segreti relativi al carcere di Guantanamo Bay. Non è la prima volta che il discusso campo di prigionia finisce nel mirino delle rivelazioni dell’organizzazione fondata da Julian Assange: già nel novembre del 2007 era stato pubblicato “Camp Delta Standard Operating Procedures”, il manuale segreto in cui le forze militari degli Stati Uniti descrivono in modo dettagliato le procedure circa il trattamento dei detenuti.
La pubblicazione del documento all’epoca destò grande scalpore in quanto ogni aspetto della vita dei carcerati è scandagliato in maniera quasi maniacale, con relativa suddivisione dei reclusi in cinque diversi livelli a seconda della gravità dei reati e della condotta. Il documento inoltre evidenziava il mancato rispetto dei diritti umani fondamentali da parte della polizia carceraria.
I nuovi documenti, la quale pubblicazione procederà quotidianamente per tutto il prossimo mese, constano di migliaia di pagine inedite che coprono un periodo di tempo che va dal 2002 al 2008: le storie della maggior parte dei prigionieri rinchiusi a Guantanamo sono riportate dettagliatamente in promemoria inviati dalla Joint Task Force di Guantanamo Bay (JTF-GTMO) all’US Southern Command di Miami (Florida). Le informazioni riguardano vari aspetti della vita dei singoli detenuti, incluse condizioni di salute e fotografie. Ad ogni detenuto è legata una sigla, l’ISN, ovvero Internment Serial Number con il quale è identificato dalle autorità del carcere.
Sono presenti anche documenti relativi ai primi duecentouno prigionieri rilasciati dal carcere tra il 2002 e il 2004, mai resi pubblici prima. Tra questi, emergono storie di uomini innocenti reclusi per errore e molti militanti talebani afghani e pakistani di poca importanza, non collegati con il terrorismo internazionale. Altri documenti sono relativi a 397 prigionieri rilasciati dal 2004 ad oggi e a sette detenuti che hanno perso la vita a Guantanamo. In queste pagine sono spiegati i motivi per cui i prigionieri in questione sono classificati come a basso, medio o ad alto rischio. Esistono anche spiegazioni dettagliate per giustificare le detenzioni: come scritto anche sul sito di Wikileaks, questa è la sezione più affascinante dell’intero corpus di documenti, in quanto getta luce sul modo di lavorare dell’intelligence statunitense. Tuttavia questo materiale è da studiare con estrema cautela, in quanto i documenti sono realizzati sulla base di testimonianze potenzialmente inaffidabili, in quanto rilasciate da altri prigionieri sottoposti a tortura e che, pur di migliorare le proprie condizioni di reclusione, sono ricorsi a falsa testimonianza. Emergono storie di persone rinchiuse a Guantanamo sulla base di semplici sospetti di affiliazione ad Al Qaeda: secondo dati dell’intelligence americana, possedere ad esempio un orologio Casio modello F-91 W da cinque euro è potenzialmente un segno di appartenenza alla rete terroristica, in quanto quel tipo di orologio veniva dato agli affiliati affinché il timer potesse essere collegato alle bombe. Nei documenti, questo particolare appare frequentemente.
Tra le storie più in vista, anche quelle dei cosiddetti “detenuti fantasma”, come Ibn al-Shaykh al-Libi, il comandante militare di Bin Laden a Tora Bora. Subito dopo la cattura, avvenuta nel dicembre 2001, al-Libi è stato restituito dalla CIA all’Egitto: qui, sotto tortura, l’uomo ha rilasciato una dichiarazione falsa circa le relazioni tra Al Qaeda e Saddam Hussein per ottenere armi chimiche e batteriologiche. Nonostante la successiva ritrattazione, questa mendace affermazione è stata utilizzata dall’amministrazione Bush per giustificare l’invasione dell’Iraq nel marzo 2003. Al-Libi non è stato rispedito a Guantanamo, ma è stato portato dalla CIA in Libia, dove è stato imprigionato ed è morto suicida nel 2009. Sono presenti anche documenti su detenuti quali Abd al-Rahim Janko, individuo riconosciuto come mentalmente instabile, precedentemente torturato da al-Qaeda come una spia e poi imprigionato dai talebani insieme a Abd al-Hakim Bukhari, il quale, liberato dalle forze statunitensi, è stato inspiegabilmente rinchiuso a Guantanamo e registrato come membro di Al-Qaeda e testimone affidabile. Tra questi, anche rapporti su membri di spicco di Al-Qaeda, come Maad al-Qahtani.
Sul ricco corpus di documenti passato da Wikileaks hanno lavorato diverse testate giornalistiche, come il Daily Telegraph, il Washington Post, Le Monde. A questo giro, l’organizzazione di Assange ha tenuto fuori il New York Times e il The Guardian, in seguito al raffreddamento dei rapporti con le rispettive redazioni: tuttavia, le due testate sono riuscite autonomamente a recuperare i documenti e a costringere così le altre organizzazioni giornalistiche ad affrettare i tempi di pubblicazione, dato l’imminente lancio della notizia da parte dei due quotidiani americano e britannico.
Per leggere i documenti originali: www.wikileaks.ch

Author: Vanessa (125 Articles)
Responsabile Ufficio Stampa