Le rivelazioni di Wikileaks: il rapporto su Maad Al-Qahtani
Per rendere l’idea su come sono strutturati i documenti divulgati da Wikileaks, prendiamo in esempio il rapporto relativo a Maad al-Qahtani, considerato il ventesimo dirottatore degli attentati dell’11 settembre. Datato 30 ottobre 2008 e classificato come “SECRET/NOFORN“, ovvero segreto e non accessibile a cittadini non statunitensi, il documento è una raccomandazione per proseguire la detenzione dell’uomo sotto il controllo del Dipartimento di Difesa.
Nella prima parte sono contenute le informazioni di base del prigioniero: nome, alias, data di nascita, cittadinanza e ISN. Seguono le indicazioni sullo stato di salute (ritenuto buono) e le valutazioni delle autorità carcerarie di Guantanamo: la raccomandazione riguarda il proseguimento della detenzione per al-Qahtani, poiché “se rilasciato senza riabilitazione, stretta supervisione, e ciò significa reintegrato con successo nella sua società come cittadino rispettoso della legge, si ritiene che il detenuto possa trovare i precedenti complici e reingaggiare ostilità e attività estremiste di supporto in patria e all’estero”. Dal suo trasferimento al carcere di Guantanamo, il detenuto è stato spesso accondiscendente con le guardie, tuttavia in diverse occasioni ha tentato di assalirle fisicamente e di minacciarle verbalmente.
Secondo il rapporto, al-Qathani “ha ammesso di aver utilizzato una storia di copertura e continua a proteggere importanti informazioni di intelligence”: egli è un membro accertato di Al-Qaeda ed è stato personalmente scelto da Osama Bin Laden. Al-Qathani è stato classificato come un alto rischio per gli Stati Uniti e i suoi alleati, una media minaccia nella prospettiva della detenzione e di alto valore per l’intelligence. Nella quarta parte del documento sono raccolte le notizie sul conto del detenuto, il quale, come precedentemente accennato, ha dato diverse versioni della sua storia. In ogni caso, sembrerebbe che tra il 2000 e il 2001 si sia avvicinato alla jihad attraverso amici e moschee locali e abbia deciso di arruolarsi per la guerra santa. Dopo aver avuto esperienze in Iran, al-Qahtani si è unito ai campi di addestramento di Al-Qaeda. Nel documento sono descritti gli stadi del suo addestramento: base, avanzato, la missione negli Stati Uniti e gli eventi che hanno portato all’arresto. E’ durante l’addestramento base che al-Qahtani incontra Osama Bin Laden. Dal febbraio all’aprile 2001, l’uomo segue a Kandahar un addestramento avanzato e promette fedeltà a Bin Laden, chiedendo di essere inserito in prima linea nella guerra santa. Bin Laden a questo punto gli avrebbe comunicato di avere per lui una missione al di fuori dell’Afghanistan. Il 22 giugno, dopo essere stato comunque in prima linea nel suo paese, al-Qahtani si reca in casa di Bin Laden dando la propria disponibilità per la missione negli Stati Uniti. Riceve così nuovi passaporti e carte di credito adatte per USA e Gran Bretagna e raggiunge l’aeroporto internazionale di Orlando il 4 agosto 2001, ma qui viene bloccato dalle autorità aeroportuali che, a causa della mancanza di biglietto di ritorno dell’uomo e di risposte contraddittorie dell’uomo, gli negano l’accesso al paese. Al-Qahtani è così costretto a tornare a Dubai via Londra e a comunicare il fallimento della sua missione. Viene dunque impiegato nella guerra santa sul fronte afghano.
Nella quinta sezione del documento ci sono le informazioni circa l’arresto, avvenuto mentre l’uomo stava viaggiando con altri 31 militanti arabi di al-Qaeda, e il trasferimento a Guantanamo del 13 febbraio 2002. Ragioni del trasferimento: “Il rapporto del detenuto non indica il motivo del trasferimento al JTF-GTMO: è altamente probabile che il suo trasferimento sia dovuto al sospetto che il detenuto fosse una guardia del corpo di UBL (Usama Bin Laden, ndr)”. Seguono valutazioni sul conto dell’uomo, il quale prima avrebbe fornito dichiarazioni false fin quando non gli è stata presentata l’evidenza della sua missione negli Stati Uniti. Dopo aver collaborato con le autorità, continuando tuttavia a serbare informazioni chiave, nel 2004 avrebbe cambiato atteggiamento, avrebbe smesso di essere collaborativo e sarebbe tornato alle dichiarazioni iniziali di copertura, insistendo di essere innocente nonostante le precedenti ammissioni: “Nonostante i verbali pubblici rilasciati affermino che il detenuto fosse soggetto a durissime tecniche di interrogatorio nelle prime fasi di detenzione, le ammissioni del detenuto circa il coinvolgimento nella speciale missione di UBL negli Stati Uniti appaiono essere vere e sono corroborate dalle testimonianze di altre fonti”. E le durissime tecniche di interrogatorio di cui si parla rientrano in uno specifico programma di tortura di Guantanamo, approvato dal Ministro della Difesa Donald Rumsfeld, che consiste in interrogatori di venti ore ogni giorno per diversi mesi, insieme ad altre tecniche che mettono in pericolo la salute del prigioniero. Il documento termina poi con una classificazione dettagliata del prigioniero e del suo grado di pericolosità.

Author: Vanessa (125 Articles)
Responsabile Ufficio Stampa