Speciale Benessere – Università e ricerca, temi caldi dell’Italia di oggi


MEDICINA_SIGLO_XXI_DRSUniversità colpita dai tagli, i più consistenti dei quali li subisce il Fondo per il finanziamento ordinario delle università, per il funzionamento degli atenei, le spese di professori, ricercatori e personale non docente e per l’ordinaria manutenzione delle strutture universitarie e della ricerca scientifica.I tagli ai diversi Fondi, previsti dalla Finanziaria, consistono in un taglio progressivo che dai 702 milioni di euro nel 2010 raggiunge nel 2011 gli 835 milioni di euro. In sofferenza anche le università non statali i cuifinanziamenti sono ridotti di poco meno di 60 milioni di euro.

Come si legge in un dossier pubblicato sul sito internet ufficiale del Governo italiano, a partire dal 2009, secondo quanto stabilito dal decreto Gelmini, “una parte dei fondi destinati alle Università – e precisamente 525 milioni di euro pari al 7% del Fondo ordinario – sono stati assegnati sulla base di criteri di valutazione che tengono conto della qualità della ricerca e della didattica. In particolare, i 2/3 di questo fondo sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca e 1/3 in base alla qualità della didattica”.

Medicina_umayor“Da una prima analisidella situazione”,si legge ancora,“emerge che l’Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le Università migliori in base ai nuovi parametri di valutazione”. “Hanno ottenuto meno finanziamenti invece 27 Università che non hanno gli standard qualitativi previsti”. La nuova distribuzione dei finanziamenti alle Università italiane appare quindi basata sul metodo della meritocrazia, nonostante il corretto funzionamento di un ateneo non sia totalmente attribuibile agli studenti, i quali sono comunque i beneficiari ultimi dei fondi stanziati dallo Stato.

Altro tema scottante, oggetto di numerosi dibattiti, è la ricerca medica e la considerazione di cui gode questa nel panorama nazionale. E’ importante sottolineare che l’Italia disattende le indicazioni fornite dall’Unione Europea: del 2% del PIL indicato come obiettivo a Lisbona circa 11 anni fa, noi spendiamo per la ricerca solo la metà.Attualmente i pochi finanziamenti disponibili sono assegnati in misura sempre crescente attraverso negoziati diretti tra pubblica amministrazione e singoli ricercatori, mentre meno del 10% delle risorse sono assegnate secondo “peerreview”, cioè seguendo procedure di valutazione di merito affidate ai membri della comunità scientifica.

800px-500_Euro_Scheine_20000_Euro_aQuesta cattiva gestione delle risorse economiche impedisce l’affermazione dei giovani ricercatori e scoraggia i tentativi di rinnovamento da parte di Istituti di Ricerca e Università, causando la “fuga dei cervelli”.Tutti questi problemi e anomalie, fanno sì che l’Italia non faccia parte dei Paesi più avanzati e all’avanguardia nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

Tuttavia per risolvere questa situazione prima che il nostro ritardo scientifico e tecnologico sia incolmabile,numerose sono le proposte interessanti, avanzate dai ricercatori: la creazione di un’Agenzia per la gestione di tutti i fondi pubblici destinata alla ricerca bio-medica attraverso “peer-review”, la creazione di centri scientifici interdisciplinari e di “distretti tecnologici” con la collaborazione attiva da parte del mondo dell’industria, agire in modo tempestivo sul reclutamento (basandosi su modelli internazionali), assegnazione di tutti i fondi pubblici per la ricerca mediante bandi pubblici e loro assegnazione tramite processi formali e regolamentato di “peer-review”.

Di Giuseppe Libertella

Autore foto MEDICINA_SIGLO_xxi: “VALE TV”. (276 k)

Autore foto MEDICINA_UMAYOR: “Webmaster Umayor”. (631 k)

Autore foto 800px_500 Euro_Scheine_20000 euro: “Bin im Garten”. (5,1 MB)

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Author: Patrizia Tonin (26 Articles)

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