SPECIALE REFERENDUM – I quesiti sulla privatizzazione dell’acqua


elezioniGli argomenti essenziali del referendum sono la privatizzazione dell’acqua, il nucleare in Italia e la legge sul legittimo impedimento.  Si tratta di questioni estremamente importanti: per la validità del referendum stesso è necessario raggiungere il quorum minimo, qualunque sia il parere del singolo elettore. Il quorum, lo ricordiamo, è considerato raggiunto se il 50% più uno degli elettori si reca alle urne. Se vince il fronte del sì, si procederà all’abrogazione delle norme in questione, se vince il fronte del no, invece, le norme oggetto di referendum rimangono invariate.

Vediamo meglio nel dettaglio i quattro quesiti referendari.

Sulla privatizzazione dell’acqua:

1) Abrogazione di norma sulle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

2) Abrogazione parziale di norma sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

Sulle centrali nucleari:

3) Abrogazione parziale di norme sulle nuove centrali per la produzione di energia nucleare.

Sul legittimo impedimento:

4) Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Di cosa stiamo parlando?

acqua2Il primo quesito è relativo all’abrogazione dell’art. 23-bis, legge 123/2008, nota come ‘Decreto Ronchi’: per servizi pubblici locali si intendono le risorse idriche, i rifiuti e i trasporti. L’art. 23-bis, di cui si richiede la cancellazione, regola la partecipazione di enti privati nelle gare pubbliche per la gestione dei servizi pubblici locali: successivamente alle riforme applicate nel 2009 e nel 2010, questo articolo predispone un’accelerazione dei processi di privatizzazione nella gestione di questi servizi e, al contempo, lascia alle Regioni il compito di vigilare, togliendo la funzione agli attuali organismi preposti.

Cosa succede se vince il Si?  L’art. 23-bis viene abrogato e sostituito da una norma comunitaria meno restrittiva.

Il secondo quesito, sempre legato alla questione della privatizzazione dell’acqua, è relativo alla cancellazione di un inciso del comma 1, art. 154 del decreto legge 152/2006 circa la determinazione delle tariffe del servizio idrico integrato sulla base del capitale investito. Cosa significa? L’inciso di cui si parla afferma che la tariffa che ognuno paga per l’acqua è calcolata non solo sulla base della qualità del servizio fornito, dei costi di gestione e delle opere messe in atto per garantire il servizio, ma anche sull’adeguatezza della remunerazione del capitale investito. In parole povere, secondo questo comma il privato che investe nei servizi idrici ha diritto ad avere un margine di guadagno calcolato in misura proporzionale al denaro investito. Essendo l’acqua un bene di tutti, vitale per la sopravvivenza, il fatto che possa essere sottoposto a logiche di mercato – con potenziale conseguenza di prezzi più alti – è molto discutibile.

Cosa succede se vince il Sì? Viene cancellato l’inciso relativo all’adeguatezza della remunerazione del capitale investito, dunque viene escluso dal calcolo della tariffa il profitto di chi gestisce il servizio.

Continua a leggere per conoscere il terzo e quarto quesito.

Vanessa Cappella

Si ringrazia la dott.ssa Mariachiara Alberton per la nota informativa sul referendum
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Responsabile Ufficio Stampa

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