Speciale REVOLUTION – Huffington Post e la rivolta dei bloggers
Intorno a metà aprile è giunta notizia di una rivolta da parte di quei bloggers che per anni hanno scritto per l’Huffington Post, il giornale online creato da Arianna Huffington e Kenneth Lerer e acquistato da AOL per la bellezza di 315 milioni di dollari. Il motivo della protesta riguarda proprio l’acquisto della testata a questa cifra da capogiro: i 9000 bloggers che per anni hanno scritto senza retribuzione alcuna rivendicano la loro funzione cruciale nel successo della rivista e – visto il due di picche ricevuto da Arianna Huffington e staff – hanno deciso di coalizzarsi e portare la loro causa in tribunale.
Come riporta Lettera43, la replica della sig.ra Huffington alle loro rimostranze sarebbe stata: «Non vogliono continuare a scrivere in cambio soltanto di una maggiore visibilità? Che se ne vadano pure via, di persone pronte a scrivere gratis ne trovo quante ne voglio…». E la Huffington non ha di fatti perso tempo: dal 3 maggio, infatti, Huffington Post ha pubblicato un annuncio per trovare 8000 nuovi bloggers, con lo scopo di rimpiazzare i ribelli.
Ribelli che di certo non si danno per vinti e continuano la loro battaglia legale, capitanati dal giornalista, blogger e sindacalista Jonathan Tasini, che per Huffington Post ha scritto dal 2005 circa 250 articoli non retribuiti. La crociata dei bloggers – sostenuta anche da Newspaper Guild e Writers Union – punta a ottenere dalla testata un risarcimento di 105 milioni di dollari da destinare a tutti coloro che hanno fatto il successo della rivista, senza vedersi però riconosciuto nemmeno un centesimo. Per di più, i bloggers non hanno nemmeno potuto godere dei piccoli proventi derivanti dai clic alle pubblicità presenti nei loro spazi: «Di fatto i blogger del giornale sono stati trasformati in moderni schiavi, al lavoro nella piantagione di Arianna Huffington» ha tuonato Tasini.
La vicenda Huffington Post vs Bloggers si inserisce a tutti gli effetti nella riflessione sulla funzione dei blog nel contesto della rete. Nati come diari online (blog è infatti il diminutivo di web-log, “diario di rete”) e alla portata di qualsiasi utente internet, i blog nel corso degli anni hanno rivendicato una funzione sempre più importante nel panorama cibernetico. Accanto infatti alla moltitudine di diari di carattere personale, si sono moltiplicati esperimenti di qualità, in cui il blogger si rende protagonista del processo di informazione e punta a rivendicarvi un maggiore peso.
Anche i giornalisti stessi si sono resi conto delle grandi potenzialità di questo strumento: con il blog si diventa editori di se stessi, liberi da scadenze e da temi da trattare per ordini superiori. Non è dunque raro trovare professionisti della comunicazione che affiancano la redazione di un diario online alla loro attività regolare presso testate giornalistiche. Tuttavia, il valore del contributo della blogosfera è spesso stato sminuito dagli stessi addetti al settore: non è raro, infatti, che ciò che si pubblica non segua alcune regole fondamentali del lavoro giornalistico, come la verifica delle fonti delle notizie e la loro attendibilità.
In ogni caso è innegabile che il blog sia uno strumento di libera espressione assolutamente valido e che spesso e volentieri riesca ad aggirare la censura: si pensi ai dissidenti cinesi, che utilizzano questo strumento per denunciare il regime di Pechino, oppure a tutti quei casi in cui semplici cittadini hanno reso pubbliche malefatte accuratamente messe a tacere dall’alto. Il blog è l’essenza del citizen journalism, il giornalismo fatto dal cittadino: una risorsa di cui però Huffington Post si è approfittato a dismisura, provocando l’inevitabile ribellione di chi ne ha decretato per anni il successo. Come andrà a finire la vicenda? Lo sapremo quando la causa arriverà nelle aule del tribunale e non è azzardato pensare che l’esercito dei bloggers capitanati da Jonathan Tasini possa portare a casa una vittoria: d’altronde, lo stesso Tasini nel 2001 aveva vinto una causa simile intentata contro il New York Times.

Author: Vanessa (125 Articles)
Responsabile Ufficio Stampa