Lingua dei Segni Italiana: in corso le proteste per il riconoscimento legislativo


lis2È in corso in queste ore un sit in davanti a Montecitorio organizzato dal gruppo Lis Subito per il riconoscimento a norma di legge della Lingua dei Segni Italiana (LIS). Si tratta di una battaglia molto sentita all’interno della comunità sorda in quanto con il riconoscimento della LIS si potranno avere interpreti pagati dallo Stato all’interno di scuole, ospedali e tribunali. L’assenza di fatto di questo servizio da parte dello Stato, infatti, comporta un grande ostacolo comunicativo per tutte quelle persone che non possono permettersi un interprete privato e che si trovano continuamente di fronte ad una grande barriera nella comunicazione con gli altri.

Il disegno di legge n. 4207 sul riconoscimento della lingua dei segni è stato approvato dal Senato, ma si è ora incagliato presso la commissione Affari Sociali della Camera. “La commissione della Camera vuole apportare delle modifiche al ddl: in pratica, vogliono ribadire che noi sordi siamo una minoranza linguistica. Ma la Costituzione collega necessariamente le minoranze linguistiche a specifici territori, mentre noi viviamo in tutta Italia. I parlamentari non sanno cos’è la Lis, non ne capiscono il peso. Non sanno che è una lingua che ha una sua grammatica e le sue regole, per di più in continua evoluzione. Forse per loro le lingue sono solo quelle vocali, mentre questa è visiva”, affermano Valentina Foa e Rossella Ottorini, rappresentanti del movimento Lis Subito, attraverso la loro interprete Marina Paradisi.

lissubitoLa lingua italiana dei segni è solo una delle tante lingue visive esistenti al mondo ed è molto più articolata di quanto i parlanti delle lingue vocali possano pensare. Le lingue dei segni sono riconosciute in oltre cinquanta paesi europei ed extraeuropei; nel 2010 l’European Union of the Deaf ha sottoscritto a Bruxelles presso il Parlamento Europeo la Dichiarazione sulle Lingue dei Segni nell’Unione Europea.

In Italia però ancora non si è raggiunto il pieno riconoscimento di questa lingua e il blocco del disegno di legge è motivo di sconforto, ma anche di rabbia da parte della comunità sorda. “La lotta per il riconoscimento della LIS dura da oltre trent’anni, ma lo Stato non la riconosce come lingua nonostante molte ricerche scientifiche abbiano provato che si tratta di una vera e propria lingua, con la sua grammatica e le sue regole – ci spiega Simona Pacifico, assistente alla comunicazione – Il problema è che le discussioni parlamentari sono volte al riconoscimento della Lis non come lingua, ma come linguaggio mimico gestuale, con l’effetto di vanificare trent’anni di ricerche. La comunità sorda vuole che la lingua dei segni sia riconosciuta come una lingua vera e propria e che sia sottolineata l’importanza degli articoli della Costituzione che difendono la diversità linguistica e la libertà di espressione ed informazione­.”

Le proteste del gruppo Lis Subito sono partite il 25 maggio per tre giorni consecutivi e stanno continuando: oltre a quella di oggi pomeriggio, se ne avrà un’altra davanti a Montecitorio domani mattina dalle 8 alle 10 e ulteriori manifestazioni di fronte alle prefetture di diverse città italiane (domani Torino, Catania, Foggia, Bari e Messina).

Vanessa Cappella

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