“La Tempesta” di Shakespeare scuote il Globe Theatre di Roma
Nella splendida cornice del Globe Theatre di Villa Borghese a Roma, va in scena “La Tempesta” di Shakespeare, per la regia di Daniele Salvo. Un indimenticabile Giorgio Albertazzi veste i panni del mago Prospero, legittimo duca di Milano, confinato su un’isola insieme alla bella figlia Miranda (Roberta Caronia) da circa dodici anni, dopo che suo fratello Antonio (Carlo Valli), con l’aiuto del Re di Napoli (Massimo Cimaglia), lo ha deposto e fatto allontanare insieme alla figlioletta.
La pièce si apre con un’inquietante quanto spettacolare tempesta, che fa colare a picco la nave su cui viaggiano Antonio, il Re di Napoli Alonso insieme al figlio Ferdinando (Tommaso Cardarelli) ed altri uomini illustri, tra cui Gonzalo (Virgilio Zernitz), onesto consigliere. Il naufragio è l’immagine di una società che cola a picco. Il Re e la sua corte, dalle loro stanze interne alla nave, tentano di dettar legge agli elementi naturali, ostentando la loro presunta onnipotenza di piccoli uomini politici in balìa della furia del mare.
Ma la tempesta è un artificio, una messinscena di Prospero, che diventa il regista della realtà scenica e la modifica come meglio crede. La presenza del teatro nel teatro diventa dominante in questa pièce, fatta di continue allusioni ai segreti del palcoscenico, alla commedia e all’illusione. Le vittime del naufragio non sono altro che personaggi manipolati dal mago-regista come delle vere e proprie marionette. Attraverso Ariel (Melania Giglio), spirito al suo servizio, Prospero mette in scena il suo ultimo spettacolo e amaramente si ritrova a fare i conti con la vecchiaia, l’infermità e la morte. Tutti i personaggi si muovono seguendo il suo piano segreto, fino alla riconciliazione finale. Prospero non ha più bisogno della magia: rinuncia a compiere ogni altro sortilegio con un celebre monologo, che secondo alcuni studiosi nasconderebbe la voce dello stesso Shakespeare, che con quest’opera dava il suo addio alle scene, almeno come attore.
“Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, recita Albertazzi. E con questo spettacolo è impossibile non sognare. Sarà l’atmosfera incantata del Globe, sarà l’intramontabile testo di Shakespeare, che dopo Secoli continua a stupirci, o forse la straordinaria bravura di una compagnia d’attori di prestigio, immersi nell’oscuro scenario di un’isola fiabesca. Un’esperienza unica, che attraverso quell’affascinante macchina del tempo che è il Globe Theatre, permette allo spettatore di salire su una nave in balìa delle onde, per ritrovarsi perduto in un’isola magica, trascinato da eventi misteriosi e memorabili.
di Marianna Camillò
Foto di Tommaso Le Pera

Author: Redazione Magazine (625 Articles)