Vuoi vedere la laguna? Paga


VeniceAnche a Venezia si paga la tassa di soggiorno. Dopo Roma e Firenze un’altra città d’arte italiana mette la tassa sul soggiorno.5 euro a persona per ogni giorno di soggiorno nella città dei ponti e della laguna. Ma non per tutti e non in tutte le stagioni la tassa è uguale. Il pagamento si blocca dopo il quinto giorno di soggiorno e ne sono esentati coloro che dormono negli ostelli o che sono a Venezia per andare a trovare parenti ricoverati. Se poi si decide di visitare il Canal Grande in bassa stagione, la tassa si dimezza del 50% così come ci sono delle variazioni se l’albergo si trova sulla terraferma o in laguna. Ne sono esentati i minori di 10 anni e gli accompagnatori di invalidi. Il Comune ipotizza di far arrivare nelle sue casse 8 mln di euro nel 2011, e  23 mln nei due anni successivi.

L’Ass. degli albergatori che il giorno successivo all’approvazione della norma (il 24 Giugno) aveva manifestato il suo netto disappunto ora scrive solo una fredda nota in cui dice che applicherà quanto stabilito dal Sindaco che non ha fornito nessun supporto agli albergatori.

Ma Venezia non è ne la sola né la prima località italiana ad aver introdotto la tassa di soggiorno dopo l’approvazione da parte del Parlamento del federalismo municipale.

Roma è stata la prima a imporre una tassa di soggiorno per cercare di sollevare le casse del comune. Dal 1 Gennaio 2011 per soggiornare nella capitale i turisti devono pagare un sovrapprezzo oltre al costo dell’albergo. Per chi alloggia in alberghi da 4 e 5 stelle il costo è di 3 euro a persona per notte;  2 euro per un albergo fino a tre stelle, per bed and breakfast e agriturismi; 1 euro nei campeggi. Dal pagamento sono esentati i bambini con meno di 10 anni.

A Firenze la tassa è stata introdotta con il benvenuto all’estate il 2 Luglio. Nella città dell’Arno la divisione è la seguente: Per i campeggi,gli ostelli, i bed and breakfast  e gli alberghi fino a 3 stelle 1 euro;  per gli hotel 4 e 5 stelle  2 euro;  4 euro per le residenze d’epoca.

ln alcune località, i sindaci stanno attendendo la fine dell’estate per introdurla – come a Padova dove sarà in funzione dal 1 settembre – mentre altre non hanno intenzione di inserirla per non dover dare un altro blocco ad un turismo che non sembra decollare.

Ovunque le associazione degli albergatori hanno manifestato il loro disappunto per l’introduzione della tassa che sembra gravare solo sulle loro forze. A nulla sono valsi i ricorsi in tribunale per la sospensione. Alla base della loro contrarietà  due le motivazioni: la convinzione che la tassa andrà ad incidere negativamente sul turismo e la rabbia per dover assolvere a un lavoro aggiuntivo senza nessun supporto da parte dei comuni.  Un albergatore romano si domandava perché, dato che oramai la tassa è stata introdotta, il Comune non ” ci mette al fianco – a noi strutture medio grandi – un giovane assunto a progetto dal Municipio?Così danno posti di lavorio e non gravano su noi albergatori”.

di Federica Rondino

Credit fotografico: Procsilas Moscas

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Author: Federica Rondino (54 Articles)

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