Manifestazione Indignados a Roma. 15 ottobre 2011. A day in the life
Mi è sfuggito qualcosa oggi. 15 ottobre 2011, a day in the life, un giorno nella vita come tanti. Si, devo essermi perso qualcosa: ho iniziato a sfilare con un corteo pacifico, che portava avanti lo striscione “People of Europe: Rise up!” e di punto in bianco mi sono ritrovato in piazza San Giovanni, a proteggermi gli occhi dai lacrimogeni mentre un idrante della polizia spargeva acqua sulla folla.
Forse sono stato stupido: non ho visto la nuvola nera e densa di fumo in lontananza, non ho sentito le esplosioni delle macchine incendiate. Mi sono preoccupato solo quando centinaia di persone hanno iniziato a disperdersi, come se Godzilla si fosse materializzato dietro l’angolo. Che cazzo sta succedendo? E’ la giornata degli “indignati”, è un mio diritto stare qui!
Lì per lì non mi sono fatto troppe domande: quando ti senti in pericolo entra in funzione l’istinto di sopravvivenza e corri come la pecora di un gregge impaurito. Ma scappare dove? proteggersi da chi? Il Blocco Nero da un parte e il blocco della polizia dall’altra, il diavolo e l’acquasanta. Si, perché oggi se andavi dai Black Bloc ti davano fuoco, se andavi dai poliziotti ti benedivano con l’idrante.
Ma i manifestanti se li sono dimenticati? Ho visto persone adulte e ragazzi sedersi in mezzo alla piazza per fermare questo scempio. Ma “gli altri” se ne sono fregati, impegnati com’erano a lanciare sassi, dare manganellate, tirare lacrimogeni e appiccare il fuoco.
A quel punto ho pensato che avevo corso abbastanza, respirato abbastanza fumo e lacrimato più di quella statua della madonna che hanno distrutto a calci. Sono tornato a casa, pensando che per questo articolo avrei scelto una foto diversa dalla solita camionetta degli sbirri in fiamme.
Testo e foto di Marco Aresu
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Author: Marco A (26 Articles)